CI HANNO SCRITTO ...
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Inviato: mar 05/01/10 23.09
Salve,
mi chiamo << omissis >> e sono uno scrittore.
Sto facendo delle ricerche per un giallo storico ambientato durante l'assedio di Roma del 1849.
Ho trovato il vostro sito a dir poco eccezionale e le immagini con relative descrizioni saranno utilissime al mio lavoro.
Mi chiedevo se oltre a quanto presente, potreste indicarmi alcune fonti per la descrizione delle truppe che si affrontarono, sia di quelle romane che francesi. Benché il romanzo abbia come base una trama gialla, saranno molte le scene dell'assedio che vorrei inserire.
Vi ringrazio in anticipo per la collaborazione
<<messaggio firmato>>
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RISPOSTA
Inviato: mer 13/01/10 19.35
Gentile signore,
la ringrazio per il suo entusiastico commento al nostro sito e rispondo alle sue richieste con una nota necessariamente articolata che è riportata in allegato.
Nel precisarle che quanto prima inseriremo nel sito anche il capitolo Divise o Uniformi che nel testo vengono citate, mi preme ricordarle di essere bene attento a non violare le norme di legge che proteggono i diritti di autore e i diritti del proprietario dell’immagine, non a caso argomento numero uno della nota allegata.
Saremo lieti di avere sue notizie in ordine al suo lavoro.
ALLEGATO
Per ambientare un romanzo storico sull’Assedio di Roma, e descrivere in modo realistico le truppe italiane e quelle francesi sia come divise sia nei comportamenti, nel modo di combattere ecc., possiamo indicarle qualche altra fonte sul Web, ma sul nostro sito si possono già trovare in abbondanza elementi utili per il romanzo, deducendoli sia da scritti che da immagini.
Attenzione però: se Lei, per esempio, intende descrivere con parole sue una immagine vista nel sito evidentemente non vi è alcun problema; ma se invece Lei volesse riprodurre nel romanzo quella o altra immagine tratta dal nostro sito, stia bene attento a non violare le norme di legge che proteggono i diritti di autore e i diritti del proprietario dell’immagine. L’autorizzazione alla riproduzione di testi o immagini, infatti, va sempre richiesta agli autori dei testi o ai proprietari delle immagini. Ad esempio, il nostro sito riproduce moltissime immagini che sono di proprietà di Enti pubblici o privati, e per poterle riprodurre noi abbiamo chiesto e ottenuto autorizzazione specifica, che vale solo per noi, e non è cedibile da noi ad altri. Per questo le immagini da noi riprodotte nel sito precisano sempre chi sia il proprietario dell’immagine, al quale Lei si dovrebbe rivolgere all’occorrenza. E lo stesso discorso fatto per le immagini vale anche per gli scritti.
Con questa indispensabile premessa, entriamo ora in argomento:
Truppe francesi:
Per quanto riguarda le immagini, il più noto esperto in materia di divise e tecnica di assedio è Auguste Raffet, uno dei più grandi litografi francesi dell’ottocento.
Il nostro sito ne riproduce un buon numero di tavole, che descrivono sia le divise, sia il modo di combattere dei francesi, in modo assolutamente attendibile. Molte altre tavole di Raffet sono visibili sul sito WEB dei Musei di San Francisco, www.thinker.org
Segnaliamo inoltre, per la popolarità di cui gode in Francia, il grandioso dipinto di Horace Vernet, intitolato “Episode du siège de Rome: prise du bastion n° 8 ....”, che occupa una intera parete del Museo del Castello di Versailles, ed è visibile al sito www.histoire-image.org.
Il dipinto di Vernet descrive la battaglia del 29-30 giugno, quando i francesi conquistarono la Batteria romana della Montagnola, sul Bastione n° 8.. Dobbiamo peraltro precisare che il dipinto, per altri versi ammirevole, risulta antistorico e denigratorio nei nostri confronti, là dove mostra un ufficiale italiano, incolume e disarmato, che si arrende senza combattere, (e qui poi si raggiunge il ridicolo, mostrando una graziosa ragazza elegantemente vestita col tipico costume regionale, inginocchiata davanti ai francesi per implorare pietà!) mentre invece, come è noto, in quel combattimento morirono ai loro posti tutti gli artiglieri italiani, ufficiali compresi, battendosi eroicamente fino all’ultimo respiro. Confrontare con il nostro capitolo LA DIFESA DI ROMA ecc., tavv. 25 e 26, e relativi per saperne di più, che descrivono la stessa battaglia.
Truppe italiane
Qui il discorso sulle divise è più difficile, perché l’esercito repubblicano era costituito da una quantità di corpi, ognuno con una propria divisa, che oltre tutto subì cambiamenti nel corso di pochi mesi.
E anche l’armamento non era uguale per tutti.
Sul nostro sito, e particolarmente al capitolo LE DIVISE DELLA REPUBBLICA, si possono trovare in abbondanza immagini bellissime, e notizie utili per il romanzo.
Ma bisogna fare molta attenzione alle date perché, come abbiamo detto, le cose cambiavano rapidamente nel corso di pochi mesi.
Ad esempio, all’inizio i volontari arruolati da Garibaldi avevano indosso, in maggioranza, solo i panni e le scarpe portate da casa, poi ebbero dalla Repubblica una divisa blu e grigia e solo negli ultimi due giorni di combattimento ebbero tutti la famosa camicia rossa.
Perciò bisogna stare attenti nel consultare stampe e libri sull’argomento, perché molte pubblicazioni a carattere popolare fanno vedere sempre i garibaldini con la camicia rossa!
A questo proposito, segnaliamo sul nostro sito, oltre al capitolo DIVISE, la tavola 15 del capitolo LA DIFESA DI ROMA vista dagli italiani, che è molto significativa perché mostra com’era la prima divisa dei garibaldini e com’era la elegante divisa dei Lancieri Masina.
Sui garibaldini, guardi anche il brano di Emilio Dandolo, al "per saperne di più" della tav. 05, capitolo LA DIFESA DI ROMA ecc.
Inviato: dom 08/11/09 12.57
Vi prego cortesemente di farmi sapere se è possibile fare ricerche sul caduto Paolo Narducci? <<omissis>>
<<messaggio firmato>>
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RISPOSTA
Inviato: sab 19/12/09 19.51
Gentile signora,
le inviamo le notizie che abbiamo potuto reperire in merito alla sua ricerca.
Approfittiamo dell'occasione per farle pervenire i nostri auguri di Felice Natale
e prospero Nuovo Anno
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Paolo Narducci, luogotenente di artiglieria fu il primo caduto nella Difesa di Roma, e cadde nella battaglia del 30 aprile 1849, combattendo alle Mura Vaticane.
Si può avere subito una chiara visione di quel combattimento, guardando come la rappresenta Raffet in una delle sue bellissime tavole (vedi): i francesi avanzano sotto il fuoco dell’artiglieria romana: molti cadono, altri cercano riparo, altri ancora prendono posizione, puntando i fucili; questi sono i famosi Cacciatori di Vincennes, i migliori tiratori dell’esercito francese.
Di lì a poco Paolo Narducci cadrà colpito da una fucilata al petto.
A poca distanza dalla batteria, combatteva sulle mura un’altro Narducci Pietro Narducci, fratello inseparabile di Paolo; aveva solo tredici anni, ed era inquadrato nel Battaglione della Speranza; fortunatamente uscirà illeso dal combattimento.
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I due ragazzi Narducci, figli di Teresa e Francesco Narducci, appartenevano ad una buona famiglia della borghesia romana, di sentimenti patriottici e repubblicani.
Paolo Narducci, benché avesse solo venti anni, era già ben conosciuto in città per le sue idee liberali, portate avanti con vivace intelligenza e grande impegno personale; perciò la sua morte destò un vivo e unanime compianto nella popolazione romana .
Anche dopo la caduta della Repubblica i genitori di Paolo Narducci, e particolarmente la madre, Teresa, tennero viva la memoria di Paolo Narducci facendone un punto di riferimento ideale ed un emblema della lotta clandestina contro il regime del Papa-Re.
Di quella sanguinosa battaglia del 30 aprile ci resta, tra gli altri ricordi, quello di Nino Costa, trasteverino, aiutante di Garibaldi. Costa era anche un pittore, e fu precursore e maestro dei Macchiaioli (vedi) Come racconta Costa, che dopo i combattimenti visitò il campo di battaglia alle Mura Vaticane, i cannoni romani erano piazzati in una grande aiuola fiorita dei Giardini Vaticani e, dice, “ io contai nove artiglieri caduti, distesi tra i fiori, accanto ai loro pezzi. Fra questi il Tenente Pallini e il Tenente Narducci ”
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Maggiori notizie sull’argomento possono aversi <<omissis>> consultando questi libri, disponibili nella nostra biblioteca:
- Francesco Domenico Guerrazzi: Lo Assedio di Roma, Ed Dante Alighieri, Milano, 1870
- AI CADUTI PER ROMA MDCCCXLIX – MDCCCLXX A cura della Commissione Esecutiva per il Mausoleo Ossario Gianicolense, Roma III NOVEMBRE MCMXLI - XX
- Luigi Ceccarelli: Registo romano di sconosciuti, Ed Il cubo, Roma,1993
- Alessandro Cidda: Le erme del Gianicolo, Ed. Punctum, Roma, 2006
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Inviato: dom 03/12/09 16.41
Salve, mi chiamo <<omisiss>> e ho trovato il Vostro sito su internet, mentre stavo cercando una verifica per una mia ricerca.
Felice di aver avuto la possibilità di venire a conoscenza della Vostra esistenza, e delle bellissime iniziative che fate, in questo momento avrei urgentemente bisogno di una conferma su una data di un evento storico: non so se potete aiutarmi, spero di si!
Vorrei sapere se il battaglione dei bersaglieri di Luciano Manara sbarcò ad Anzio il 26 o il 27 Aprile; dalle ricerche cartacee risulta il 27, ma una targa ad Anzio attribuisce questo evento al 26 ..... naturalmente l'anno è il 1849.
Vi ringrazio in anticipo.
Distinti saluti
<<email firmata>>
RISPOSTA
Inviato: mar 15/12/09 08.30
risponde, per la sua urgenza, direttamente il direttore.
Gentile Signora,
Valgono i testi e, per quanto ci riguarda, come e quando sia avvenuto lo sbarco dei Bersaglieri Lombardi ce lo racconta Emilio Dandolo
(I Volontari e i Bersaglieri Lombardi, Milano1917, p. 150):
Dopo una traversata quanto mai penosa per il mare grosso e per la velocità di crociera assai ridotta, ammassati com’erano i 600 Bersaglieri su due piccoli battelli, “quando Dio volle- racconta Dandolo - il 26 aprile arrivammo a Civitavecchia.” Ma l’accesso al porto era impedito dall’imponente schieramento della flotta francese, che stava sbarcando le truppe. Ciò non ostante, un commissario romano salì a bordo dei Bersaglieri e li dichiarò “presi al servizio di quel governo.” Per parte loro, i francesi con fare altezzoso e perentorio negarono subito ai Lombardi il permesso di sbarco. Solo dopo lunghe trattative, e con l’intermediazione del preside di Civitavecchia, Manara ottenne dai francesi il permesso di sbarcare a Porto d’ Anzio, ma lo ottenne a condizione che si tenesse lontano da Roma e “affatto neutrale fino al giorno 4 maggio”. Finalmente, conclude Dandolo, “la sera noi potemmo proseguire il viaggio per recarci a Porto d’Anzio, dove sbarcammo il 27 mattina”
Alla discordanza di date rilevata dovrebbe perciò interrogare chi ha messo la targa, anche per verificare che tale discordanza non possa attribuirsi a diverse interpretazioni dell'ora di sbarco,
All'epoca c'era un po' di confusione (nel 1846 Pio IX aveva stabilito che a mezzanotte sono le ore 24, mentre prima le 24 erano al tramonto)
Provi a fare dei calcoli e poi, come mi suggerisce il nostro eccellente e divertito ricercatore, si diverta anche lei a rileggere un sonetto del Belli, reazionario a ogni novità, come al solito:
Sto sor Pio come vòi ch'Iddio l'ajuti
Quanno ce vié a imbrojà pe li sui fini
Sino l'ore, li quarti e li minuti?
Cordiali saluti
Enrico Luciani
Presidente Associazione A. Cipriani
Direttore del sito www.comitatogianicolo.it
< omissis >>
ULTERIORE REPLICA
Inviato: mar 15/12/09 17:32
Gentilissimo Direttore,
La ringrazio per la Sua celere e personale risposta, che conferma le mie ricerche e mi da più sicurezza nell'essere rimasta sulle mie "certezze"!
Mi ha sempre attrato questo periodo storico, ma avendo scelto come indirizzo universitario "archeologia", ne ho tralasciato lo studio dei testi e la verifica storica delle fonti ! Il mio campo è l'archeologia cristiana e mi occupo anche di speleo-archeologia!
Tutto questo interesse per la "Repubblica Romana" nasce per aver deciso di partecipare ad un concorso indetto dall'Associazione "Gli Amici di Righetto". Per caso a luglio mi sono ritrovata il loro volantino .... "uno scatto per la memoria" .... aperto anche ai non professionisti!
Quello che mi attrae in tutti i campi storici, è ricercare "una cosa non nota", sottovalutata .... come del resto nell'archeologia, si studiano i monumenti eretti da imperatori le opere d'arti di un gruppo elitario ...ma per esempio, non sono studiate le abitazioni rupestri tipiche del passaggio tra tardo-antico e altomedioevo appartenenti al basso ceto; non si studiano opere idrauliche preromane e romane sotterranee scavate da schiavi, quindi invisibili agli occhi e al bel gusto .... ma importatissime per la società ...... non so se ha presente l'emissario di Nemi o i vari condotti e cisterne che sono presenti ovunque .... come villa Adriana, in superfice è un trionfo di architetture, ma sottoterra c'è un mondo mai studiato e poco ispezionato!
Quindi .... diciamo per deviazione professionale ... la prima cosa che mi è venuta in mente, mentre studiavo quest'estate il periodo risorgimentale, di cogliere più che un monumento un sito storico, un luogo-monumentale, che ricordasse e che parlasse di quei giorni! La cosa più bella e lasciar parlare i luoghi e ascoltare le voci di un passato, perchè quel passato ci appartiene!
Mentre studiavo e frequentavo la biblioteca di Anzio quest'estate (non sono di Anzio, i miei hanno casa a Nettuno, ma io adoro andare ad Anzio e la spiaggia dove amo trascorrere le giornate è proprio a Capo d'Anzio) e mentre guardavo i tramonti del promotorio di Anzio pensavo a quei bersaglieri, stipati come sardine, che provenivano da Civitavecchia e che all'alba di quel 27 mattina sicuramente dovevano essere rimasti impressionati dal panorama che offriva questo spettacolare sito (a noi tante cose non fanno effetto, ma dobbiamo calarci nella mentalità dell'epoca quando non esisteva un supporto telematico per far conoscere paesi e città, e ogni luogo per questa gente che viaggiava era una scoperta) ..... alla fine ho partecipato al concorso con una foto del promontorio di Capo d'Anzio ed un piccolo contributo scritto ... intitolato: "27 aprile, un giorno ad Anzio per liberare Roma", consegnato un mese fa, ma sabato scorso mi chiama il Presidente dell'Associazione chiedendomi di cambiare la data, perchè ad Anzio c'e una epigrafe commemorativa che riporta il 26 aprile".
Io ho "sflogliato" più di 20 libri .... e quelli che inseriscono la data dello sbarco ad Anzio riportano il 27 Aprile. Anche in un bellissimo libro di A. Marra: " Pilade Bronzetti. Un bersagliere per l'Unità d'Italia. Da Mantova a Morrone" del 2008 pag. 77-78, viene riportata la cronologia di quei giorni (26 Portofino, 27 Anzio, 28 Albano, 29 Roma) ..... quindi ieri, dopo un momento di insicurezza, ho deciso di continuare sulla mia strada e lasciare la data del 27 aprile.
La mostra, come sicuramente Lei saprà, si terrà dal 21 al 23 dicembre nella Sala della Protomoteca del Campidoglio.
<< omissis >>
Inviato: dom 22/11/09 22.44
Gentilissimo Sig.Luciani,
ci siamo conosciuti recentemente in occasione della visita guidata che avete svolto per la mia scuola "Colomba Antonietti".
Visto il suo entusiasmo ed interesse per tutto quello che riguarda la Repubblica Romana e i suoi eroi, mi permetto di inoltrarle la canzone che ha scritto il mio compagno sulla figura di Colomba Antonietti, ritenendola bella e degna di essere conosciuta, anche se il mio giudizio è un po' di parte.
Aspetto un suo giudizio
Cordiali saluti
<<email firmata>>
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Ascolta la ballata
Autore: Andrea Amoroso
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Inviato: 22/09/09
John Fuller McGuigan
Caro Enrico,
siamo lieti di inviarti in regalo il nostro catalogo James E. Freeman 1808 -1884: An American Painter in Italy.
La mostra su questo pittore dell’ottocento è ad Utica, nello Stato di New York, e continuerà fino al 17 gennaio 20010. Ti mandiamo anche, sempre come regalo per te, il nostro catalogo di America’s Rome: Artists in the Eternal City, 1800 – 1900, per una mostra attualmente in corso a Cooperstown, New York, che durerà fino al 31 dicembre 2009.
Inoltre, ti stiamo mandando un certo numero di cataloghi che tu potrai distribuire a chi si occupa di mostre museali a Roma, così come ci consiglia il nostro comune amico Paolo Pochettino.
Conserviamo un vivo ricordo di quella giornata del Novembre 2007, quando con la tua guida abbiamo visitato i luoghi del Gianicolo legati alla memoria della Repubblica Romana.
Speriamo che i nostri cataloghi ti giungano graditi, e ti salutiamo cordialmente
John F. McGuigan Jr.
Mary K. McGuigan
Dear Enrico
We would like to present you with our catalogue James E. Freeman 1808-1884: An American Painter in Italy. This show on the nineteenth-century American painter continues until 17 January 2010 in Utica, New York. Also we present you with our catalogue of America's Rome: Artists in Eternal City, 1800-1900, for an exibition that runs until 31 December 2009, in Cooperstown, New York.
Additionally, we are sending you some catalogues to distribute to people who do museum exhibitions in Rome, on advice of our mutual friend, Paolo Pochettino.
We have found memories of the tour of the Janiculum and the Roman Republic of 1849 that you conducted in November 2007, and we hope that you like our catalogues.
Yours sincerely,
<<lettera>>
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RISPOSTA
Inviato: sat 17/10/09 20.00
Dear Mary and John,
I have well received the two catalogues, related to the exhibitions on James Freeman and on the American artists in the XIX century Rome, of which you were curators, and which you have kindly sent to me.
I have found these catalogues extremely interesting, especially as they give a very realistic, and at the same time a sort of gentle reproduction, of the population and landscapes of Latium of XIX century, and as they are really quite informative on a not well known page of the history of the relations between America and Rome. Also, I read with great interest the pages devoted to the description of the life of James Freeman, and certainly I was quite impressed in learning the role he played at the time and after the fall of the Roman Republic, at the benefit of the exiles.
It would be really a pleasure and an honour for us to contribute in any possible manner (although we do not know yet what exactly we would be able to do) to ensure that such interesting exhibitions, related to artists, and including documents, so connected with our culture and history, could also be organised in Rome.
I wish to thank you very much also on behalf of the other members of the “Associazione Cipriani/Comitato Gianicolo”, not only for having sent the catalogues, but also for the kind and generous attention you demonstrated to the association and to me personally, by including our names in the list of the persons or entities –listed in the Freeman’s catalogue- being thanked for having provided a contribution.
We shall be very pleased to include the two catalogues in the library of our association, and, if you do not mind, we intend also to create a weblink leading from the website of our association to those of the two exhibitions. We shall also try to disseminate the information on the exhibitions and of the catalogues as much as we can.
Our mutual friend Paolo Pochettino informed us of your possible visit to Rome in November. On that occasion we could meet and discuss, if you agree, in order to identify more exactly the objectives you may be interested to reach as regard the exhibitions.
I too keep a very pleasant memory of the visit we jointly carried out on the Janiculum hill, on the places of the 1849 battles, and I took the liberty of even mentioning your visit on the website of the association.
We look forward to seeing you again in Rome !
With kind regards,
Enrico Luciani
Cara Mary, caro John,
con molto piacere ho ricevuto i cataloghi delle due mostre da voi curate, una su James Freeman e l’altra sugli Artisti Americani a Roma nel XIX secolo.
Ho trovato questi cataloghi estremamente interessanti. Anzitutto perché i dipinti mostrano il Lazio e i suoi abitanti del XIX secolo con una visione particolare, realistica ma al tempo stesso gentile, e poi perché vengono date moltissime notizie su una pagina di storia poco nota, che riguarda le relazioni tra Roma e l’America. In particolare, ho letto con molto interesse la parte del catalogo relativa alla vita di James Freeman, e sono rimasto colpito nell’apprendere quale parte egli abbia avuto nella storia della Repubblica Romana anche dopo la sua caduta, per aiutare i perseguitati politici.
Saremmo felici e altamente onorati se in qualche modo, ma non saprei dire esattamente come, noi potessimo essere d’aiuto nell’organizzare mostre così interessanti anche a Roma, con l’esposizione di opere di artisti e di documenti che sono strettamente connessi alla nostra storia e alla nostra cultura
A nome anche degli altri membri della Associazione Cipriani/Comitato Gianicolo, desidero ringraziarvi caldamente non solo per averci mandato i cataloghi, ma anche per la cortese e generosa attenzione che avete mostrato verso la nostra Associazione e verso la mia persona citandoci, nel catalogo di Freeman, tra gli enti e le persone che hanno dato un valido contributo alla pubblicazione.
Saremo lieti di includere i due cataloghi nel catalogo della libreria della nostra Associazione. Vorremmo poi, se non vi sono obiezioni, creare un weblink che colleghi il nostro sito a quelli delle due mostre. Cercheremo comunque di diffondere quanto più possibile le notizie sulle mostre e sui cataloghi.
Il nostro comune amico Paolo Pochettino ci ha fatto sapere che voi intendereste venire a Roma in novembre. In tale occasione se credete, potremmo incontrarci e mettere meglio a fuoco che cosa si potrebbe o si dovrebbe fare, secondo voi, per le eventuali future mostre a Roma.
Conservo un ricordo molto piacevole della visita che facemmo insieme al Gianicolo, sui luoghi delle battaglie del 1849, e mi sono permesso di menzionare la vostra visita sul nostro sito.
Spero di rivedervi presto a Roma, e vi invio i miei più cordiali saluti
Inviato: Ven 21/11/08 18.42
<<omissis>>
Ma c'era qualche francese tra i volontari di Garibaldi che combatteva contro Oudinot?
Grazie. Saluti.
Buona domenica.
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: dom 23/11/08 20.02
Ai primi di maggio 1849 venne costituita in Roma la Legione straniera, articolata su quattro compagnie.
Ne facevano parte volontari in buona parte francesi, ma anche di altri paesi, oltre che italiani.
La Legione straniera era comandata da un francese, il capitano di Stato Maggiore Laviron, che cadde in combattimento.
Morto Laviron, il comando passò al colonnello De Seré.
L’eroica morte di Laviron viene così ricordata da un grande storico inglese, George Macaulay Trevelyan:
“...Laviron era un Repubblicano francese, era un artista, e faceva parte dello Stato Maggiore di Garibaldi. Era molto amato da tutti i suoi compagni d’arme.
In uno dei più terribili giorni di fuoco, il 25 giugno, indossò per la prima volta la camicia rossa; chi la indossa, diceva agli amici, attira una straordinaria simpatia da parte di tutti.
Indossata dunque la nuova divisa, era da poco tornato in prima linea, quando una fucilata lo passò da parte a parte. Cadde all’indietro, tra le braccia di Ugo Bassi: lo baciò, e morì.
Non gli aveva mai fatto orrore l’idea di morire ucciso da gente che, materialmente, era della sua stessa patria: Laviron, nello spirito, era cittadino di quella Repubblica ideale, che era stata sognata da tutti gli uomini del ’48.”
“ ... On one of these days of fire (June 25) Laviron, the French Republican and artist, one of Garibaldi’s staff, loved by all his companions-in-arms, for the first time donned the red blouse, because, as he told his friends, he observed that whoever wore it enjoyed an uncommon share of popular favour.
He had scarcely shown himself at the front in this costume when he was shot through the body, fell back into the arms of Ugo Bassi, kissed him, and died.
Death at the hands of his countrymen after the flesh had no horrors for one who was spiritually the citizen of that ideal Republic which had been dreamed of by the men of ’48.”
(G. M. Trevelyan: Garibaldi’s Defence of the Roman Republic 1848-9.
London, Longmans, 1907 - Reprint London, Cassel, 1988, p.205)
Alla memoria di Laviron è dedicato un viale della Villa Doria Pamphilj.
Inviato: gio 20/11/08 17.40
Buongiorno, sono uno studente universitario che sta preparando la tesi sulle testimonianze storiche presenti nel territorio Portuense.
Cercando materiale ho notato che il Comitato Gianicolo nel 2006 ha pubblicato un opuscolo dal titolo "Difesa di roma del 1849. I luoghi dei francesi".
Mi rivolgo a voi in quanto avrei interesse ad acquistarne una copia.
Attendo una risposta al più presto.
Cordiali saluti
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: ven 21/11/08 08.28
Gentili lettori del sito,
vi ringraziamo per l'attenzione e per le richieste che voi inoltrate.
Tuttavia poichè non risulta possibile dare seguito alle stesse senza avere un indirizzo o un numero telefonico, sembra a me opportuno precisare quanto segue, utile - mi auguro - anche per altri nostri lettori o richiedenti.
Le nostre pubblicazioni, fino ad esaurimento, sono gratuite e ottenibili tramite visita alla nostra sede - orario da concordare - o tramite invio postale o privato.
In questo secondo caso chiediamo un piccolo riborso tramite contributo, volontario e comunque mai obbligatorio - del resto molto spesso non riceviamo nulla -, presso il c/c postale 72828650.
<<omissis>>
Cordiali saluti
Enrico Luciani
Presidente Associazione A. Cipriani
Direttore del sito www.comitatogianicolo.it
Inviato: Mar, 7 Oct 2008 15:43:47
Cari amici del Comitato Gianicolo,
innanzi tutto congratulazioni per il vs. sito, esauriente e dettagliato.
Sarò passato centinaia di volte attraverso la porta principale di Villa Pamphili, quella di porta S. Pancrazio per intenderci, e mi sono sempre chiesto se le palle di cannone infisse nel travertino siano quelle originali delle battaglie del 1849 o solo delle copie.
Dalla loro posizione sembrano palle sparate dai difensori romani per la riconquista dellla Villa Corsini.
Dalle immagini presenti sul vs sito però, quel tratto di muro alla sinistra della portone di accesso alla villa non è visibile. Si tratta allora di una porzione del muro della villa-Portineria, come è tuttora?
Insomma, quelle palle sono vere o no?
Vi sarei molto grato se poteste soddisfare la mia curiosità.
Congratulazioni ancora per le vostre attività e cordiali saluti
<<messaggio firmato>>
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RISPOSTA
Inviato: Dom 12/10/2008 18.24
Gentile Signore,
In risposta alla sua e-mail possiamo darle le seguenti indicazioni:
Lo stato dei luoghi prima dei combattimenti, con l’ubicazione della Villa Corsini della Villa Pamphilj e dei relativi ingressi risulta dalle mappe riportate nel nostro sito.
Nel 1856, sei anni dopo la fine dei combattimenti, la Villa Corsini venne acquistata dal Principe Filippo Andrea V Pamphilj, e annessa alla confinante Villa Pamphilj, venendo a costituire una unica grande villa, la attuale Villa Doria Pamphili.
Il Pamphilj ritenne di dotare la villa di un ingresso adeguato, nuovo e sontuoso, ubicato dove era l’ingresso di Villa Corsini, e cioè dove si trova l’ingresso attuale.
Per desiderio del Principe, il nuovo ingresso doveva avere “uno spaldo a giardino e bosco, ed una barriera con casina pel portiere, e scoperto anteriore per le vetture”.
Venne incaricato del lavoro l’architetto Andrea Busiri Vici.
Come narra Carla Benocci (“Villa Doria Pampilj”, Municipio Roma XVI, 2005, p. 194) la barriera d’ingresso venne “ .. parzialmente realizzata nel 1861 e completata due anni dopo, inglobando le palle di cannone dei combattimenti del 1849 ed ispirandosi alla scogliera rustica del basamento del vicino Vascello ..”
Dunque, per rispondere al quesito postoci, diremo che le palle di cannone sono “VERE”, nel senso che sono palle effettivamente sparate nei combattimenti del ’49, raccolte sul campo di battaglia, e inserite nella costruzione della barriera realizzata da Busiri Vici nel 1861 – 1863.
E dobbiamo aggiungere che a Busiri Vici non mancava certo il materiale, cioè non mancavano le palle autentiche del ‘49, dato che erano copiosamente disseminate sul campo di battaglia.
Infatti, secondo quanto dice il Generale Vaillant, i francesi spararono in tutto 9800 cannonate a palla piena (oltre alle bombe e alle granate che scoppiavano in aria o toccando il suolo), mentre (sempre secondo Vaillant) gli italiani ne spararono circa il triplo; e, come è noto, la maggior parte delle cannonate italiane furono sparate proprio contro villa Corsini.
Inviato: mer 02/07/2008
Thank you for the information about your meeting on Garibaldi.
Some time ago I offered to send you some sketches of Garibaldi which were drawn by George Housman Thomas in Rome in 1849-50.
He was there to make a Birds Eye view of the city for the Illustrated London News and recorded the seige etc.
I will try to attach jpg images- I may need to send more than one email.
As well as these four drawings I have a view of the Piazza Navona - one of his scenes for his commission, a sketch of a couple of
(possible) soldiers which his ILN print may have used, and a view of the Vatican and Castel st Angelo from across the Tiber with
what appear to be horse lines in the foreground- these could also be of interest to your members.
Grazie per le informazioni sul convegno su Garibaldi.
Tempo fa mi offrii di inviarvi alcuni disegni su Garibaldi che furono eseguiti da George Housman Thomas in Roma tra il 1849 ed il 1850.
Cercherò di allegare queste immagini - probabilmente dovrò inviare più di un'e-mail.
Oltre questi quattro disegni posseggo una veduta di Piazza Navona - una delle scene per cui si era recato a Roma, lo schizzo di una coppia di
soldati (probabilmente) che il l'Illustrated London's New potrebbe aver pubblicato, ed una vista del Vaticano e di Castel Sant Angelo ripresa
attraverso il Tevere con alcune tracce che sembrano essere cavalli in primo piano - credo che anche questo possa interessare i vostri soci.
<<messaggio firmato>>
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<< vedi immagini inviate da Mrs Dingsdale >>
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RISPOSTA
Inviato: lun 04/08/08
Dear Mrs. Dingsdale,
We are forwarding this email in order to inform you that we have prepared a page in the site www.comitatogianicolo.it in order to publish the designs
that you have kindly sent to us.
The page can be consulted to address http://www.comitatogianicolo.it/new/faq/dingsdale.htm.
If you do not have any contrary indication, we pray you to write us an email in order to authorize to publish the images.
Thanks in advance.
Inviato: venerdì 19/01/2007 17.19
Ill.mo Comitato,
ho trovato il vostro sito andando su Google, e noto con molto piacere che vi occupate della storia del Risorgimento Italiano e delle imprese del Gen. Giuseppe Garibaldi.
Sono un discendente diretto del Dott. Giuseppe Basile che curò la ferita del Generale toccata ad Aspromonte il 29/08/1862, desidereri saper di più sulla vita e opere del mio antenato, ho saputo che esiste una strada a Roma a lui intitolata, ma a quanto pare non esiste un busto ne' sul Gianicolo ne' sul Pincio.
Assieme a lui dovrebbero esserci anche i Dott.ri Pietro Ripari e Enrico Albanese.
In attesa di Vostre notizie in vio i più cordiali saluti
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RISPOSTA
Inviato: mercoledì 07/03/2007 23.09
Gentile Signore,
Il suo antenato medico garibaldino, Giuseppe Basile, viene ricordato con gratitudine nelle Memorie di Garibaldi, insieme agli altri due medici Ripari ed Albanese, a proposito della campagna d’Aspromonte, quando Garibaldi fu ferito al piede:
“quasi tutta la gente nostra ritirossi nella foresta, rimanendo presso di me tutti i miei prodi ufficiali, fra cui i tre egregi chirurghi nostri Ripari, Basile, ed Albanese, alla cura gentile dei quali io devo certamente la vita”
Peraltro, sul Dizionario del Risorgimento Nazionale abbiamo trovato notizie su Albanese (del quale viene detto che estrasse la palla dal piede di Garibaldi) e notizie su Ripari, ma non notizie su Basile.
Concludendo, Le confermo che né al Pincio né al Gianicolo esistono busti commemorativi di Albanese e Ripari.
Cordiali saluti
Inviato: domenica 18/02/2007 17.49
Sul vostro sito é più volte citato il "Casino dei quattro Venti:
Mi é venuta quindi la curiosità di scoprire da cosa derivi questo nome.
Mi potete rispondere?
<<messaggio firmato>>
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RISPOSTA
Inviato: domenica 25/02/2007 17.43
Gentile signora,
le riporto, di seguito, alcune ipotesi sulla denominazione:
“… è assai singolare il portico, edificato sopra quattro grand’archi a guisa d’un Giano quadrifronte (…) Da un androne collocato al centro di ognuna
delle facciate si entrava nel salone centrale al pianterreno: da questo fatto
prese probabilmente il nome <<dei Quattro Venti>>”
Isa Belli Barsali:
Ville di Roma – Lazio I,
Milano 1970, p. (?), n.34
“L’ipotesi avanzata dalla scrivente che il casino non sia
stato distrutto completamente nei combattimenti del 1849 e che il Busiri abbia
trasformato ma non annullato la fabbrica secentesca ha trovato conferma nel
recente restauro ..”
“Il novum aditum in villam disjectam (cioè l’Arco dei Quattro Venti) completato nel 1859, secondo quanto riporta l’epigrafe sull’arco, dotato nel 1860 delle quattro statue colossali dei Venti, di Luigi Roversi, nel 1861 di due busti ottocenteschi, di otto teste antiche e di dodici tra lastre e sarcofagi, di cui due frammenti trafugati nel 1992, si afferma quindi come un inno al rinnovamento, che mantiene memoria del passato, già rivoluzionario, ormai preludio all’Italia unita.”
Carla Benocci:
Villa Doria Pamphilj
in FONDARE LA NAZIONE,
a cura di Lauro Rossi,
BSMC, Roma 2001, p.54, p.56
“Le due cancellate a chiusura dell’arco, opera del fabbro
Tommaso de Santis su disegno del Busiri, sono state messe in opera nel 1860,
quando sono state scolpite e sistemate sui quattro angoli della sommità
dell’arco le quattro sculture colossali in pietra calcarea raffiguranti i
quattro venti, opera dello scultore Luigi Roversi”
Carla Benocci:
Villa Doria Pamphili
Archivio Storico Culturale
del Municipio Roma XVI, 2005, p.191
Il Casino dei Quattro Venti era ubicato a ponente della città, in posizione dominante ed esposta ai venti.
Aveva pianta quadrata, con le facciate esposte esattamente a nord, sud, est ed ovest. Ovvero, potrebbe anche dirsi (come comunemente si diceva anche allora) esposte a tramontana, levante, ponente che erano e sono i nomi di altrettanti venti, così come indicato dalla rosa dei venti.
In definitiva quindi direi che il nome “Quattro Venti” va correlato all’aria buona e mossa che si respirava in quella villa (frequentata prevalentemente in estate, quando si apprezza il “ponentino”), e va correlato inoltre all’orientamento del casino, e alle sue caratteristiche strutturali: le quattro grandi arcate su cui poggiava la costruzione, che rendevano particolarmente arioso e ventilato il grande salone centrale della villa.
Resta da dire che, secondo alcuni, il termine “quattro venti” potrebbe derivare dalla deformazione o il fraintendimento della parola francese “quatre-vingts”, cioè “ottanta”, usata dai soldati francesi per qualche motivo, indicando il casino. Tale opinione, benché divertente, non sembra attendibile, in relazione ai brani sopra citati di autorevoli studiose come Isa Belli Barsali e Carla Benocci, e in relazione alla presenza delle sculture dei quattro venti sulla sommità dell’arco.
(Cesare Balzarro)
Inviato: Martedì 30/01/2007 14.23
Buongiorno!
Mi interesserebbe sapere dove è sepolto Andrea Aguyar, "il moro di Garibaldi".
Al Mausoleo garibaldino? Nella Chiesa di Santa Maria in Trastevere oppure al Cimitero Acattolico di Testaccio?
Grazie.
Cordialità.
<<messaggio firmato>>
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RISPOSTA
Inviato: domenica 11/02/2007 18.58
Gentile Signora,
ci scusiamo per il ritardo con cui le rispondiamo ma abbiamo voluto fotografare la lapide presente nell'Ossario Gianicolense.
Andrea Aguyar, uruguaiano di Montevideo, ucciso da una bomba a Santa Maria in Trastevere, é sepolto all'interno del Mausoleo Garibaldino sul Gianicolo.
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Le citiamo un estratto di un articolo rintracciato su Internet in cui si parla di lui.
Si tratta di un articolo pubblicato da EL CARRETE - Rivista della Comunità Latino Americana in Italia.
Con le parole dello scrittore colombiano German Arciniegas, vi viene abbozzato un ritratto di Andrea Aguyar, che non sapeva scrivere ma quand’era a cavallo sembrava un principe moro, fiero, coraggioso in battaglia (salvò più volte la vita a Garibaldi, che lo nominò tenente del suo Stato Maggiore); ma Aguyar era anche capace di ridere, dice Arciniegas, “con occhi neri di malizia e denti bianchi d’allegria”: un ritratto molto simile a quello che ce ne fa Cesare Pascarella in Storia nostra.
Cordiali saluti
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Inviato: martedì 02/01/2007 1.29
Salve sono una studentessa della facoltà di architettura "Valle Giulia".
Io e una mia collega stiamo facendo una ricerca sul convento di "Santa Maria dei sette dolori" sito in via Garibaldi.
Ci siamo interessate a questo edificio molto importante, progettato dal Borromini, in seguito alla notizia che verrà trasformato in un albergo.
Purtroppo, però, non esistono molte informazioni e noi vogliamo capire meglio il perchè di questa scelta, conoscere la storia di quest'edificio, quasi dimenticato. Spero, quindi, che voi possiate aiutarci.
In attesa di risposta, cordiali saluti.
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: mercoledì 17/01/2007 23.30
Gentile Signorina,
le inviamo alcune righe rintracciate sull'argomento per cui ci ha interpellati.
Dice il Guerrazzi, parlando delle perdite subite dai repubblicani:
"L'ospedale provvisorio addetto alla Divisione del Garibaldi avevano posto nella chiesa e nel convento della Madonna dei Sette Dolori sotto San Pietro in Montorio, e quindi affermano per tutto giugno non si annovassero meno di venti morti al dì per medio termine, feriti un sessanta".
da F. Domenico Guerrazzi: Lo Assedio di Roma, Ed. Politi, Milano,1870, pag. 856
Cordiali saluti
Inviato: martedì 02/01/2007 15.15
Spett.le Comitato,
avendo tra i mie antenati due ferventi garibaldini il cui più noto fu Paolo Bovi Campeggi
(vedi) e il figlio deceduto nella battaglia di Monterotondo
(vedi)
ho acquisito ampia documentazione (Biblioteche Nazionali, libri di storia di cui il più noto è il Dizionario Biografico degli Italiani edito Treccani); dal vs itinerario garibaldino sembra di capire che quanti erano a difesa di Porta San Pancrazio furono uccisi mentre in realtà questo mio antenato, così come riportato in un giornale dell'epoca - resto del carlino del 1941 - (vedi), <<omissis>> sopravvisse alla battaglia e inoltre, successivamente, fu proprio questo mio antenato ad accompagnare nell'esilio da Tangeri a New York il suo generalissimo e partecipare alla famosa spedizione dei "Mille" citato però solo come Paolo Bovi di Antonio di Bologna.
Ringrazio della cortese attenzione
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: mercoledì 17/01/2007 23.26
Il pannello n° 4 del nostro itinerario garibaldino dice, per l'esattezza, che per il bombardamento francese crollò la parte alta di Porta San Pancrazio, dove erano appostati molti difensori, che vennero travolti nel crollo. La porta restò semidistrutta, come mostra la figura, ma restò quasi intatta una parte della volta con l'arco d'ingresso. Vi furono quindi dei sopravvissuti al crollo, così come al Vascello vi furono sopravvissuti che continuarono a combattere anche dopo il crollo, appostati tra le rovine.
Complimenti per il coraggioso antenato garibaldino e per il suo discendente.
Inviato: mar 05/12/06 17.22
Signor Luciani,
Al nome dell'associazione Rome et Histoire, mi volevo scusare della mia assenza al suo gentillissimo invito alla presentazione della pubblicazione del libro.
Mi spiace tantissimo, soprattutto al livello personale, ma ho avuto un impegno che mi ha costretta a stare in ufficio più che lo pensavo.
Invece, ho parlato con la signora Michelle Flusin e vorrei fissare un appuntamento con lei per parlare della nostra prossima collaborazione.
Domani mattina saro fuori ufficio ma provero di chiamarla nel pomeriggio.
Cordiali saluti,
Inviato: domenica 03/12/2006 20.45
Salve, volevo un informazione.
Volevo sapere (forse può sembrare banale) se i busti del Pincio, e del Gianicolo, siano busti originali o copie.
Grazie
<<messaggio>>
RISPOSTA
Inviato: venerdì 15/12/2006 0.56
I busti sono originali, continuamente sfregiati dai vandali e continuamente restaurati. Recentemente ne sono stati anche rubati alcuni, per cui sarebbe effettivamente opportuno sostituire delle copie agli originali.
Colgo l'occasione per inviarle i nostri migliori auguri di Buon Natale e Felice Nuovo Anno 2007.
Inviato: domenica 12/11/2006 21.00
Mia nonna, Elisa Agneni, era la nipote di Eugenio Agneni (in quanto figlia del fratello Evangelista Agneni). Vorrei saper qualche cosa in più su di lui per poterlo raccontare a mio figlio Luca che ha 8 anni. E' possibile? Grazie
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: domenica 10/12/2006 10.01
Gentile signora Elisa,
le invio le informazioni che ci ha
richiesto.
Negli anni ultimi anni della sua vita (muore
nel 1879) Agneni, pur essendo gravemente ammalato collaborò attivamente col
Comune di Roma in qualità di consulente per l'accettazione e il collaudo dei
busti marmorei destinati al Pincio e alla Passeggiata del
Gianicolo.
Allo stesso Agneni è dedicato un busto del Gianicolo, realizzato nel 1923 ad opera dello scultore Giovanni Prini (n°76
dell'inventario comunale)
(I GIARDINI DELLA MEMORIA, i Busti dei Grandi
Italiani al Pincio, Artemide Edizioni, Roma 1999):
Sul sito dell'Associazione Via Francigena (dove si parla dei Personaggi storici di Sutri)
http://www.associazioneviafrancigena.com
sono reperibili le seguenti informazioni:
Eugenio Agneni
Periodo : 1840 – 1850
Nel 1816 nasce a Sutri Eugenio Agneni, pittore e
decoratore.
Nel 1831 inizia a lavorare a Roma presso lo studio del
pittore Erzochè.
Di carattere molto vivace, passa presto nello studio
del pittore bergamasco Francesco Coghetti, poi si reca a Parigi ove decora
alcune sale del Louvre, e di lì a Ginevra.
A Roma riceve da Pio IX l’incarico di decorare la Sala
del Trono nel Palazzo del Quirinale, al tempo dimora pontificia.
Il papa ne è talmente entusiasta che per fargli avere
un vitalizio lo nomina Capitano della Guardia Civica.
Ma il nostro artista è un patriota legato a Mazzini
(col quale tiene corrispondenza) e molto amico di Garibaldi (al cui fianco
prende parte a più di una battaglia riportando anche una ferita da arma da
fuoco).
Con simili precedenti è costretto a rifugiarsi in
Francia dove sarà cospiratore contro lo stato Pontificio.
Fa appena in tempo a riparare a Londra, dove gli viene
affidata la decorazione del Covent Garden Opera House e gli vengono
commissionati ritratti di numerosi aristocratici (come Lord Stordbrock) e
addirittura i figli della regina in costume da Otello.
Ma la sua opera maggiore rimane la decorazione delle
stanze da letto della regina a Buckingham Palace.
Artista poliedrico, Eugenio Agneni conta estimatori tra
sovrani, principi, letterati e patrioti, finché un male incurabile non ne fiacca
la fibra, obbligandolo a ritirarsi dalla scena per un lungo ricovero a Frascati,
dove muore il 25 maggio del 1879.
Nella storia della pittura dell’Ottocento, Agneni è
ricordato per la facile vena di affreschista e per l’abilità nel ritratto,
qualità che lo hanno reso celebre sia in Italia che in
Inghilterra.
Il busto di Eugenio AGNENI - con baffi e folta barba - si può trovare sul Gianicolo, nei
pressi della statua di Anita Garibaldi.
E' il terzo, a partire dalla statua stessa, dopo quello di Cadorna e di
Candido Augusto Vecchi - proprio di fronte all'Ambasciata di Finlandia presso la
Santa Sede.
Cordiali saluti
Inviato: mercoledì 19/07/2006 17.16
Salve,
vi contatto per conto della nostra Associazione culturale che sta realizzando un percorso guidato con attori teatrali presso il cimitero acattolico di Roma.
In particolare, sto cercando di costruire una parte scenica per impersonificare il personaggio di Padre Gavazzi, lì sepolto, e quindi volevo sapere se siete in possesso di informazioni su questo personaggio e su altri personaggi garibaldini, sempre lì sepolti, come Luigi Miceli e White Artuto Bennj.
Vi ringrazio anticipatamente per la vostra disponibilità e spero di potervi contattare al più presto per parlarvi di questo progetto sulla Repubblica Romana, che son certo gradirete
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: mercoledì 08/11/2006 0.20
Gentile signore,
ci scusiamo per il ritardo con cui rispondiamo alla sua mail ma spero vorrà perdonarci.
Tornando alle informazioni richieste le vorrei comunicare che sui personaggi da voi nominati, non siamo in grado di fornirvi notizie particolari in nostro possesso. In linea generale, per notizie riguardanti personaggi del Risorgimento, è consigliabile consultare in prima istanza il ben noto Dizionario del Risorgimento nazionale, disponibile alla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea e in diverse altre biblioteche di Roma.
Riteniamo comunque farvi cosa gradita allegandovi un breve promemoria che possa aiutarvi nelle vostre ricerche su Padre Gavazzi, figura di spicco nella storia della Repubblica Romana e del Risorgimento.
PADRE GAVAZZI
Alessandro Gavazzi (1809 – 1889) fu anima di fervente patriottismo e religiosità, oratore e scrittore, polemista impetuoso ed infaticabile.
Barnabita e garibaldino come Ugo Bassi, al quale era legato da profonda amicizia e dai comuni ideali patriottici, ne differiva soprattutto per la personalità, completamente diversa, e per il rapporto con la Chiesa. Mentre infatti il Bassi, nonostante le sanzioni ecclesiastiche in cui era incorso, si sentì fino all’ultimo figlio e membro della Chiesa cattolica, Gavazzi sviluppava una vigorosa polemica contro la Chiesa, elaborando una teologia che lo portò a staccarsi dal cattolicesimo e a fondare una sua chiesa che chiamò Chiesa Cristiana Libera.(1865)
Una prima informazione sulla vita e sul pensiero di Gavazzi può aversi consultando il sito www.eresie.it e scorrendo i titoli delle sue numerose opere (63 documenti), riportati nel catalogo OPAC del Servizio Biblioteche Italiane (http://opac.sbi.it). Per approfondimenti, le suddette opere sono in massima parte consultabili in Roma, alla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, dove sono disponibili anche libri che specificamente trattano della sua vita e del suo pensiero (vedi ad es.: Luigi Santini: Alessandro Gavazzi: aspetti del problema religioso del Risorgimento. Modena, 1955)
Gavazzi fu con Garibaldi non solo alla difesa di Roma nel 1849, ma anche nella seconda guerra d’indipendenza, 1859, nell’impresa dei Mille, 1860, nella terza guerra d’indipendenza, 1866, e nel tentativo di liberare Roma dal dominio papale, finito tragicamente a Mentana nel 1867.
Per onorare la memoria di Alessandro Gavazzi, nel 1892 un gruppo di cittadini commissionò allo scultore Raffaele Cotogni un busto del patriota, che venne poi collocato sulla Passeggiata del Gianicolo, dove si trova tuttora, a breve distanza dal monumento a Giuseppe Garibaldi.
Cordiali saluti
Inviato: 9/09/2006 12.35
Buongiorno e complimenti per il vostro sito,e' veramente ben fatto!
volevo sapre se potete darmi delle informazioni sul busto raffigurante MARANGONI, mia madre ne e' una lontana parente.
Dalle nostre informazioni raccolte doveva essere il sindaco socialista del paese Cavarzele (Veneto).
Di piu' non sappiamo; dove possiamo avere piu' informazioni in merito, ne saremmo veramente felici!
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: merc 08/11/2006 0.37
Gentile Signore,
le invio informazioni in nostro possesso riferite alla sua gentile richiesta.
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BUSTO DI MARANGONI AL GIANICOLO
Notizie sui busti del Gianicolo si trovano in una pubblicazione del Comune di Roma, scritto in collaborazione con l’Archivio Storico
Capitolino:
IL GIARDINO DELLA MEMORIA – I busti dei grandi italiani al Pincio, a cura di Alessandro Cremona, Sabina Gnisci e Alessandra Ponente, Artemide Edizioni, 1999.
Benché sia dedicato ai busti del Pincio, il libro riporta in appendice un breve capitolo di Alessandra Tosti, sui busti del Gianicolo, fornendone un elenco completo e precisando per ciascuno di essi il numero d’inventario, la datazione e l’autore. In tutto, i busti sono
82 compreso quello dedicato a Istvan Turr, che è l’ultimo busto realizzato (1998 – 1999).
Per il busto di GIOVANNI MARANGONI, si legge a pag. 208 che fu commissionato dalla nipote dell’eroe allo scultore Aldo Andreani, e realizzato quasi contemporaneamente all’inaugurazione del Mausoleo Ossario Gianicolense (1941). Il busto avrebbe dovuto essere inaugurato insieme al Mausoleo Ossario, ma non giunse in tempo per la cerimonia, come si deduce dalla nota a pag. 111 : “ Il busto fu donato dal Comando legione garibaldina per essere collocato al Gianicolo. Di dimensioni più grandi di quelle solite, l’erma venne accettata dal Comune nonostante fosse giunta da Bologna con un ritardo di dieci giorni dalla celebrazione tenuta presso il Mausoleo Ossario”
Notizie su Marangoni sono inoltre ben riassunte nella lapide della sua casa a Mantova, in via Marangoni:
GIOVANNI MARANGONI
1834 - 1869
CONGIURATO DI BELFIORE - ESULE -
REPUBBLICANO CON MAZZINI - SOLDATO DI GARIBALDI
CONSACRO' CON LA MORTE NELLE CARCERI PAPALI
"TENERO D'ANNI MA ADULTO DI CUORE"
LA SUA FEDE NELLA LIBERTA'
IL SUO AMORE PER L'ITALIA
< o >
NEL CENTENARIO
L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE
DEDICA
MANTOVA - 7 DICEMBRE 1969
Inviato: 13/10/2006 18.42
Bonjour! j'ai lu avec beaucoup d'intéret l'extrait du "giornale delle operazioni del generale Vaillant" Ligne 18 :
D'Astelet est mon ancetre.
Savez vous s'il vous plait où ont été enterrés les soldats français morts comme lui au siége de Rome de 1849?
merci beaucoup de me répondre à ce sujet! bien cordialement
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: ven 03/11/2006 0.09
Gentile Signora,
Secondo quanto racconta il Generale Vaillant (Siège de Rome, p. 104), il capitano dei granatieri d’Astelet del 36°, cadde nella notte del 21 giugno 1849 guidando la sua compagnia all’assalto della casa Barberini, al 6° Bastione. Il Capitano d’Astelet aveva voluto partecipare all’azione benché fosse ancora convalescente per una ferita riportata il 30 aprile, e dalle parole di Vaillant traspare il dolore per la perdita del valoroso ufficiale.
Per quanto riguarda i luoghi di sepoltura dei caduti francesi, possiamo solo dire che il corpo di spedizione francese subì le maggiori perdite nella battaglia del 30 aprile, quando le truppe francesi tentarono di aggredire le mura di Roma assaltandole direttamente, ma dovettero ritirarsi per un furioso contrattacco di Garibaldi. In quella giornata furono molti i francesi caduti a Villa Pamphilj, e le loro sepolture a carattere provvisorio restarono sparse nella vastissima area della villa per tutto il periodo del conflitto; finita la guerra il principe Pamphilj ebbe cura di riunirne i resti, edificando in loro onore un monumento all’interno della Villa stessa (Monumento ai Caduti Francesi, architetto Busiri – Vici, 1850 - 1851),.
Oggi la Villa Pamphilj è il più grande parco pubblico di Roma; il Monumento ai Caduti francesi, recentemente restaurato, sorge lungo un viale appartato e silenzioso, il Viale del Monumento dei Caduti francesi. Il 6° Bastione fa invece parte di un altro parco pubblico, assai più piccolo ma grazioso, la Villa Sciarra; per ritrovare i luoghi dei combattimenti, all’interno della villa, bisogna raggiungere uno spiazzo tranquillo che si trova alla fine del viale intestato a Adolfo Leducq, un volontario belga che, come molti altri volontari confluiti da tutta l’Italia e dall’Europa, nel 1849 si unì al popolo romano per difendere la Repubblica, e morì in combattimento. Presso quello spiazzo tranquillo, dove ora giocano i bambini più piccoli, sorgeva la casa Barberini ; lì si svolsero i più furiosi scontri per la conquista del 6° Bastione, e lì cadde il valoroso capitano d’Astelet., Suo antenato.
Nella chiesa di San Luigi dei Francesi su di un pilastro vicino all’ingresso vi è una lapide commemorativa dei caduti francesi del 1849. Come si legge sulla lapide, a suffragio delle loro anime viene celebrata una messa quotidiana perpetua, per disposizione del Papa Pio IX, che alle armi francesi doveva la restaurazione del potere temporale. I caduti francesi del 1849 vengono quindi ricordati a Roma ogni giorno, anche oggi, e per i secoli futuri.
Inviato: martedì 7 novembre 2006 12.55
Bonjour!
Cher monsieur,
Merci encore pour votre envoi.Je vais essayer de trouver le livre du général Vailant sur le siége de Rome.
Et cela me donne aussi envie de retourner visiter Rome et les lieux que vous m'avez indiqués!
Bien cordialement
Fax: 27 giugno 2006 - ASOLA (MN)
.... sto conducendo delle ricerche sul Colonnello Medico garibaldino Pietro Ripari, nato a Solarolo Rainerio (Cremona) il 18 luglio 1802, morto a Roma il 15 marzo 1885 e sepolto al Verano.
Il dottor Ripari fu a Roma durante l'assedio francese del 1849, e venne incaricato da Garibaldi della Direzione Generale delle Ambulanze della Prima Divisione ubicate a Santa Maria delle Scala, al monastero dei Sette Dolori ed a San Pietro in Montorio.
Navigando in rete alla ricerca di notizie sul Mausoleo Gianicolense, mi sono imbattuto nel vostro sito, di estremo interesse per la ricchezza iconografica ed ottimamente costruito; mi sono quindi preso la la libertà di scrivervi per chiedere se presso la vostra Associazione esistano documenti, testimonianze o riferimenti bibliografici riguardanti l'attività del Dott. Ripari durante la Difesa di Roma, e se qualche Componente del Comitato é disponibile a farsi contattare per fornirmi eventualmente indicazioni ed aiuto per la mia ricerca .....
<<fax firmato>>
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Ritratto fotografico conservato negli uffici comunali del Municipio di Solarolo Rainerio (Cremona)

Pietro dottor Ripari
Colonnello Medico
glorioso avanzo della schiera di Garibaldi
il paese natio orgoglioso di Lui
qui volle ricordato
nato a Solarolo Rainerio il 18 luglio 1802
morto a Roma il 15 marzo 1885 |
RISPOSTA
Inviato: mer 21/06/2006 15.49
Egregio Signore,
la ringraziamo per le sue gentili considerazioni nei riguardi del nostro sito.
Noi non abbiamo documentazione in merito a Pietro Ripari.
Una prima informativa sull'argomento la si può avere leggendo gli scritti dello stesso Ripari, che trattano sia di medicina che di politica e storia. (ad es.:"Storia medica della grave ferita toccata in Aspromonte a Garibaldi...")
Altri scritti di Ripari possono trovarsi in raccolte di scritti di autori vari, come ad esempio in "Studi e documenti su Goffredo Mameli e la Repubblica Romana - Galeati 1927"
I libri sono disponibili nelle biblioteche indicate dall'indice SBN consultabile in internet. E' anche possibile acquistare qualcuno di questi libri che a volte si possono reperire sul mercato dell'antiquariato, consultando il sito MAREMAGNUM.
A disposizione per quanto riguarda i nostri comuni interessi a favore della valorizzazione della gloriosa Repubblica Romana del 1849, inviamo i nostri più cordiali saluti.
Enrico Luciani
Presidente del Circolo A. Cipriani
e Segretario del Comitato Gianicolo
Inviato: martedì 14/02/2006 11.16
Vorrei poter avere una precisazione
In una cartina del Gianicolo del 1849 (che accludo) il tratto di strada che oggi si chiama via di San Pancrazio all'epoca citata era chiamata via della Nocetta.
E' possibile?<<messaggio firmato>>
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RISPOSTA
Inviato: Giovedì 02/03/2006 8.23
Come si può vedere anche nel nostro sito, (mappa dello Stato Maggiore francese n°2), la Via di S. Pancrazio, la Via Vitellia e la Via della Nocetta erano considerate un’unica strada, chiamata Vicolo della Nocetta.
La mappa che Lei ci ha mandato è la rielaborazione elettronica di una mappa dell’epoca. La mappa originale sembrerebbe quella della BSMC (Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea) riprodotta nel libro della stessa BSMC : FONDARE LA NAZIONE, a cura di Lauro Rossi, pag.68, libro disponibile nella nostra biblioteca. Anche in questa mappa originale la Via di S. Pancrazio viene indicata come Vicolo della Nocetta; vero è che nel rifacimento elettronico, cioè nella mappa che Lei ci ha mandato, è stato scritto VIA anziché VICOLO, ma probabilmente si tratta di una svista del moderno copista. Si deve però aggiungere che in altra mappa del 1849 (Topografia dell’Assedio di Decuppis, presto visibile sul nostro sito per gentile concessione della BSMC) la via di San Pancrazio viene chiamata Via Vittellia (con due t).
Le inviamo i nosti più cordiali saluti.
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Inviato: Fri, 7 Mar 2006 15:13:00 +0100
Gentili Signori
pur conoscendo il vostro itinerario ed i pannelli illustrativi non conoscevo il vostro sito sul quale capito oggi per caso
complimenti!
è bellissimo e molto ricco
spero anche che possa arricchirsi in futuro magari con una rubrica dedicata alle iniziative in programmazione
cordiali saluti
<<messaggio firmato>>
PS
peccato che il museo di Porta San Pancrazio sia così poco accessibile (ma ho come l'impressione che sia una diversa amministrazione)
Inviato: Mon, 9 Jan 2006 15:02:55 +0100
Ho in programma una conversazione sulla Repubblica Romana da fare ad una
ventina di amici.
Gradirei conoscere se, oltre al materiale disponibile su Internet, avete
anche materiale cartaceo da distribuire.
Se si, prego comunicarmi quando e dove posso ritirarlo.
Ringrazio della cortese attenzione.
Saluti.
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: Mon, 16 Jan 2006 00:19:36 +0100
Possiamo fornirvi gratuitamente (nei limiti delle disponibilità) diverse
copie del nostro dépliant "Il Gianicolo e la Repubblica Romana" e copie
del nostro opuscolo "L'itinerario garibaldino e risorgimentale realizzato
sul colle del Gianicolo nel 2004". Il materiale potrà esservi consegnato
di persona nella sede del Circolo Cipriani, Via Donna Olimpia 30, previo
appuntamento telefonico.
Cordiali saluti
Inviato: Wed, 11 Jan 2006 11:43:02 +0100
Ho visitato il vostro sito e lo trovo molto interessante in quanto
appassionato io stesso della storia della Repubblica Romana, Inoltre abito
in viale delle mura Gianicolensi proprio nella zona teatro dell'assedio di
Roma.
Vorrei cortesemente sapere se, per avere accesso alla documentazione
riprodotta sul vostro sito, bisogna iscriversi al Comitato o quant'altro.
cordiali saluti
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: Mon, 16 Jan 2006 00:16:33 +0100
La ringraziamo per il cortese apprezzamento del nostro lavoro.
Le confermo che non occorre alcuna iscrizione al Comitato per accedere alla
documentazione; peraltro saremmo felici se mantenesse i contatti con noi.
Il nostro segretario Enrico LUCIANI le potrà dare direttamente le informazioni che ci sta chiedendo.
Cordiali saluti
Inviato: Wed, 11 Jan 2006 14:24:15 +0100
Buon pomeriggio,
sarei interessato a consultare e, se possibile, fotocopiare alcune mappe contenute nel testo di Vaillant e Thiry "SIEGE DE ROME en 1849 par l'Armée Française. Journal des opérations de l'Artillerie et du Génie. Paris, Imprimerie Nationale, 1851" custodito nella vostra biblioteca.
Resto in attesa di conoscere le modalità e gli orari di accesso alla biblioteca e le norme che ne regolano la riproduzione dei testi.
Grazie e a presto.
<<messaggio firmato>>
E' stato concordato un appuntamento preso la sede del Circolo durante il quale é stata consegnata copia di una mappa tra quelle disponibili.
Si ribadisce che nel nostro Circolo sono visibili le riproduzioni delle mappe pubblicate sul sito, ed è visibile fotocopia del libro di Vaillant (limitatamente al Giornale delle Operazioni), mentre non lo sono gli originali del 1851 (consultabili presso la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea).
Inviato: Mon, 9 Jan 2006 14:29:43 +0100
Salve mi chiamo Amanda, e vi scrivo per avere una risposta in merito ad una mia curiosita'.
Mi e' stato detto che il cannone del gianicolo ha sempre sparato a salve, e' vero?
Io sapevo che è solo recente l'iniziativa di farlo sparare a salve, e che in alcuni punti del tevere sono sepolte delle palle di cannone. E' vero o e' solo una legenda??
Spero di ricevere una vs. cortese risposta in merito, sono giorni che navigo su internet ma nessuno mi da una risposta.
Grazie
Amanda
RISPOSTA
Inviato: Sun, 15 Jan 2006 23:52:36 +0100
Quel cannone dal Gianicolo ha sempre sparato a salve, a scopo di segnale
orario,come può leggersi nel sito del Ministero della Difesa al quale si
può accedere utilizzando il link dal nostro sito.
Cannonate vere dal Gianicolo su Roma ne sono state sparate tante dai francesi
nel 1849, come può leggere nel nostro sito. Fu colpito particolarmente il
Trastevere, e certamente alcune palle di cannone saranno andate anche nel
Tevere.
In effetti, una palla di cannone francese è tuttora visibile all'Isola Tiberina,
incastrata nel muro con tanto di lapide, nella chiesa di San Bartolomeo all'Isola,
ultima cappella in fondo a destra.
Le inviamo i nostri più cordiali saluti
Inviato: Fri, 30 Dec 2005 04:43:30 -0800
Hi
My name is Anthony Spada.I was born in brooklyn ny.I have been told about a house/building in Italy with the name "Spada".
I was wondering where in Italy is this house.Do you know of anyone in Italy with the same last name who has relatives who move to the USA back in 1940's.My grandfathers name was Charles Spada.
Anthony
RISPOSTA
Inviato: Sun, 15 Jan 2006 23:48:25 +0100
In Rome there are many families whose name is Spada: the telephone directory
(www.paginebianche.it ) indicates about 200 Spada families living in Rome.
We are not in a position to say if some of their ancestors emigrated to
USA.
PALAZZO SPADA, in Rome, is an architectural masterpiece of the 16th and 17th
centuries. In this large building there is a little but precious art gallery,
named GALLERIA SPADA, with many beautiful works of art collected by Cardinal
Bernardino Spada in the 17th century. At present Palazzo Spada is a state
property.
In Rome there is also VILLA SPADA, on the Janiculum hill, which is a nice
little buiding of great historical importance, as indicated on our web
site. At present Villa Spada houses the Irish Embassy to the Holy See.
Inviato: Sun, 17 Jul 2005 18:06:30 +0200
Spett.le Comitato, seguendo il tracciato fornito dalla Vostra redazione per la comprensione della storia, ci siamo posti la seguente domanda relativamente al cordolo o assetto bianco che segue le Mura indicate in oggetto, lungo il loro intero percorso della passeggiata del Gianicolo. Ci si chiedeva che funzione avesse mai avuto questo cordolo bianco contro il muro rosso delle mura, se faceva da impedimento all'assalto o altre funzioni. Se cortesemente Vorrete fornirci una risposta, Ve ne saremo veramente grati, con l'occasione Vi facciamo i complimenti per il sito e porgiamo i migliori saluti.
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato Fri, 9 Sep 2005 16:18:12 +0200
FUNZIONE DEL CORDOLO nelle mura antiche
In genere, il cordolo posto al di sopra di un muro di recinzione, o di sostegno, ha lo scopo di proteggere la muratura sottostante dall'azione dannosa delle acque piovane.
Nelle fortificazioni e nelle mura antiche, il cordolo (detto anche cordone) aveva anche la funzione di renderne più difficile la scalata ad opera degli assalitori, e a questo scopo il cordolo sporgeva nettamente rispetto alle mura, sempre dotate di "scarpa" ovvero di faccia inclinata verso l'interno, come chiaramente spiega Galileo Galilei nel suo Trattato di Fortificazione, al capitolo De' rimedi contro le scalate:
"..Adunque il fare una altezza di muraglia da venti braccia in su sarà ottimo rimedio per assicurarsi dalle scalate: e tele rimedio verrà augmentato mediante la scarpa che si darà dal cordone in giù, e dallo sportare non poco il cordone in fuori, perché volendo il nimico accomodare la scala di maniera che si accosti con la sua estremità al parapetto, sarà forzato a discostarla molto dal perpendicolare e metterla assai inclinata, il che sarà causa che la scala più facilmente si fiaccherà..."
Questi accorgimenti costruttivi erano particolarmente validi nel seicento, quando furono costruite le Mura Gianicolensi. Ma nell'ottocento, col perfezionarsi delle armi da fuoco, e delle artiglierie in particolare, le mura delle città assediate vennero espugnate aprendovi delle brecce, così rinunziando alle scalate che risultavano troppo pericolose e di esito incerto.
Il cordolo veniva realizzato in grossi conci di pietra accostati l'uno all'altro, con profilo arrotondato per resistere meglio ai colpi. Il cordolo delle Mura Gianicolensi è in travertino, la pietra tipica di tante costruzioni romane.
Per ulteriori notizie sulle mura e le fortificazioni può consultarsi, sul nostro sito, il glossario, (con accesso da L'assedio di Roma visto dai francesi) che a sua volta consente il collegamento immediato in link con altri siti che trattano l'argomento.
Inviato: Mon, 5 Sep 2005 11:14:06 +0200
Buongiorno,
sarei interessata a ricevere il materiale illustrativo “Il Gianicolo e la Repubblica Romana del 1849”.
Aspetto vostra risposta per indicazioni.
Grazie
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: Fri, 9 Sep 2005 16:20:53 +0200
Invieremo copia delle nostre due pubblicazioni, a titolo gratuito, all'indirizzo
che ci verrà da Lei indicato.
Le nostre pubblicazioni, disponibili in quantità limitata, sono particolarmente
destinate alle scuole di Roma, e a tutti coloro che sono interessati ad aiutarci
nel conseguire il nostro obiettivo istituzionale, che consiste nella valorizzazione
degli ideali della Repubblica Romana, e nella tutela dei luoghi del Gianicolo,
dove si svolse la difesa di Roma del 1849.
Se Lei condivide questi interessi, ed ha la possibilità di passare al nostro
Circolo, (previo appuntamento) saremo lieti di fare la Sua conoscenza.
A presto ...
Inviato: Fri, 07 Oct 2005 19:14:56 +0200
Gentili signore e signori,
sono nato a Roma da madre italiana e mi interesso sommamente della Repubblica Romana e dell'assedio da parte dei francesi. Sarebbe possibile ricevere copie delle due pubblicazioni da Voi curate? Ve ne sarei molto grato.
Invio i miei migliori auguri per una proficua attività storica ed i miei più cordiali saluti.
<<messaggio firmato>>
Dusseldorf - Germania
Dopo l'invio di alcune copie delle nostre pubblicazioni abbiamo ricevuto la seguente mail di risposta:
Inviato: Wed, 05 Jan 2006 9:343 PM
Egregio signor Luciani,
La ringrazio per la Sua gentilezza.
Per me sarebbe un piacere dare un supporto alla Vostra iniziativa. Avevo pensato di offrire all'associazione il catalogo della mostra su Stefano Lecchi che per caso ho visto in vendita a Castel Sant'Angelo, ma ho notato che lo avete già in biblioteca. La prego di volermi indicare se posso esserLe d'aiuto in altro modo. Comunque potrei fare un offerta se mi manda le coordinate bancarie dell'associazione.
Inoltre avrei i seguenti commenti:
Sono avvocato e pertanto mi interessa il testo della costituzione della Repubblica Romana. Lo si può trovare con altri documenti sul sito
http://www.maat.it/livello2/1849-repubblica-romana.htm
Forse sarebbe una buona idea includerlo nei Vostri link. Il testo della costituzione della Repubblica Francese dell'epoca - se d'interesse e come paragone - potrei metterlo a disposizione (in francese).
Mi interesso inoltre di figurini militari dell'epoca e pertanto delle uniformi. Alcune di esse si trovano sul sito
http://www.collezioni-f.it/museo/repubblicar.html
e più specificatamente poche tavole della raccolta Piroli. ....
I più cordiali saluti.
<<messaggio firmato>>
Inviato: Thu, 6 Oct 2005 17:32:58 +0200
Buongiorno,
chi scrive è il Presidente di un Comitato di Quartiere in zona limitrofa
l'EUR in Roma.
Il giorno 30 ottobre c.a. il nostro quartiere, in un Parco area a verde di
circa 3 ettari ed in posizione centrale, intende dare il via ad una manifestazione
di carattere sportivo-culturale con il patrocinio del nostro Municipio.
In un luogo specifico del parco sono stati individuati spazi per un lungo
corridoio di stand atti ad ospitare associazioni di carattere culturale che
informino tramite, documentazioni cartacee, fotografie, pubbliche relazioni,recitazione,
quanto altro necessario il proprio operato a servizio della comunità.
All'uopo questo Comitato ha ritenuto particolarmente interessanti l'operosità
delle Associazioni in indirizzo ed invita le medesime alla partecipazione.
In occasione dell'evento,sarà a disposizione un palco per eventuali performance
da parte delle Associazioni.
Sono a disposizione per qualsiasi informazione o adesione all'indirizzo e-mail
<<messaggio firmato>>
Il Comitato Gianicolo ha aderito all'invito e partecipato all'iniziativa.
Tue, 14 Jun 2005 15:24:03 +0200
Sto effettuando una ricerca storica-politico-artistica su Eugenio Agneni e vorrei mettermi in contatto con qualche esponente del Vs. comitato. Saluti cordiali
<<messaggio firmato>>
E' stato attivato un contatto telefonico volto a concordare approfondimenti
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