COMITATO GIANICOLO

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CI HANNO SCRITTO ...
Inviato: venerdì 19/01/2007 17.19

Ill.mo Comitato,
ho trovato il vostro sito andando su Google, e noto con molto piacere che vi occupate della storia del Risorgimento Italiano e delle imprese del Gen. Giuseppe Garibaldi.
Sono un discendente diretto del Dott. Giuseppe Basile che curò la ferita del Generale toccata ad Aspromonte il 29/08/1862, desidereri saper di più sulla vita e opere del mio antenato, ho saputo che esiste una strada a Roma a lui intitolata, ma a quanto pare non esiste un busto ne' sul Gianicolo ne' sul Pincio.
Assieme a lui dovrebbero esserci anche i Dott.ri Pietro Ripari e Enrico Albanese.
In attesa di Vostre notizie in vio i più cordiali saluti
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: mercoledì 07/03/2007 23.09

Gentile Signore,
Il suo antenato medico garibaldino, Giuseppe Basile, viene ricordato con gratitudine nelle Memorie di Garibaldi, insieme agli altri due medici Ripari ed Albanese, a proposito della campagna d’Aspromonte, quando Garibaldi fu ferito al piede: “quasi tutta la gente nostra ritirossi nella foresta, rimanendo presso di me tutti i miei prodi ufficiali, fra cui i tre egregi chirurghi nostri Ripari, Basile, ed Albanese, alla cura gentile dei quali io devo certamente la vita”

Peraltro, sul Dizionario del Risorgimento Nazionale abbiamo trovato notizie su Albanese (del quale viene detto che estrasse la palla dal piede di Garibaldi) e notizie su Ripari, ma non notizie su Basile.

Concludendo, Le confermo che né al Pincio né al Gianicolo esistono busti commemorativi di Albanese e Ripari.
Cordiali saluti

Inviato: domenica 18/02/2007 17.49
Sul vostro sito é più volte citato il "Casino dei quattro Venti:
Mi é venuta quindi la curiosità di scoprire da cosa derivi questo nome.
Mi potete rispondere?


<<messaggio firmato>>
Arco dei quattro venti
RISPOSTA
Inviato: domenica 25/02/2007 17.43

Gentile signora,
le riporto, di seguito, alcune ipotesi sulla denominazione:



“… è assai singolare il portico, edificato sopra quattro grand’archi a guisa d’un Giano quadrifronte (…) Da un androne collocato al centro di ognuna delle facciate si entrava nel salone centrale al pianterreno: da questo fatto prese probabilmente il nome <<dei Quattro Venti>>”


Isa Belli Barsali:
Ville di Roma – Lazio I
,
Milano 1970, p. (?), n.34



“L’ipotesi avanzata dalla scrivente che il casino non sia stato distrutto completamente nei combattimenti del 1849 e che il Busiri abbia trasformato ma non annullato la fabbrica secentesca ha trovato conferma nel recente restauro ..”
“Il novum aditum in villam disjectam (cioè l’Arco dei Quattro Venti) , completato nel 1859, secondo quanto riporta l’epigrafe sull’arco, dotato nel 1860 delle quattro statue colossali dei Venti, di Luigi Roversi, nel 1861 di due busti ottocenteschi, di otto teste antiche e di dodici tra lastre e sarcofagi, di cui due frammenti trafugati nel 1992, si afferma quindi come un inno al rinnovamento, che mantiene memoria del passato, già rivoluzionario, ormai preludio all’Italia unita.”

Carla Benocci:
Villa Doria Pamphilj

in FONDARE LA NAZIONE,
a cura di Lauro Rossi,
BSMC, Roma 2001, p.54, p.56



“Le due cancellate a chiusura dell’arco, opera del fabbro Tommaso de Santis su disegno del Busiri, sono state messe in opera nel 1860, quando sono state scolpite e sistemate sui quattro angoli della sommità dell’arco le quattro sculture colossali in pietra calcarea raffiguranti i quattro venti, opera dello scultore Luigi Roversi”

                                                                                             
Carla Benocci:
Villa Doria Pamphili
Archivio Storico Culturale
del Municipio Roma XVI, 2005, p.191



Il Casino dei Quattro Venti era ubicato a ponente della città, in posizione dominante ed esposta ai venti.
Aveva pianta quadrata, con le facciate esposte esattamente a nord, sud, est ed ovest. Ovvero, potrebbe anche dirsi (come comunemente si diceva anche allora) esposte a tramontana, levante, ponente che erano e sono i nomi di altrettanti venti, così come indicato dalla rosa dei venti. In definitiva quindi direi che il nome “Quattro Venti” va correlato all’aria buona e mossa che si respirava in quella villa (frequentata prevalentemente in estate, quando si apprezza il “ponentino”), e va correlato inoltre all’orientamento del casino, e alle sue caratteristiche strutturali: le quattro grandi arcate su cui poggiava la costruzione, che rendevano particolarmente arioso e ventilato il grande salone centrale della villa.

Resta da dire che, secondo alcuni, il termine “quattro venti” potrebbe derivare dalla deformazione o il fraintendimento della parola francese “quatre-vingts”, cioè “ottanta”, usata dai soldati francesi per qualche motivo, indicando il casino. Tale opinione, benché divertente, non sembra attendibile, in relazione ai brani sopra citati di autorevoli studiose come Isa Belli Barsali e Carla Benocci, e in relazione alla presenza delle sculture dei quattro venti sulla sommità dell’arco.
(Cesare Balzarro)


Inviato: Martedì 30/01/2007 14.23
Buongiorno!
Mi interesserebbe sapere dove è sepolto Andrea Aguyar, "il moro di Garibaldi".
Al Mausoleo garibaldino? Nella Chiesa di Santa Maria in Trastevere oppure al Cimitero Acattolico di Testaccio?
Grazie.
Cordialità.
<<messaggio firmato>>
Aguyar & Garibaldi
Lapide Aguyar RISPOSTA
Inviato: domenica 11/02/2007 18.58

Gentile Signora,
ci scusiamo per il ritardo con cui le rispondiamo ma abbiamo voluto fotografare la lapide presente nell'Ossario Gianicolense.
Andrea Aguyar, uruguaiano di Montevideo, ucciso da una bomba a Santa Maria in Trastevere, é sepolto all'interno del Mausoleo Garibaldino sul Gianicolo.
Le citiamo un estratto di un articolo rintracciato su Internet in cui si parla di lui.
Si tratta di un articolo pubblicato da EL CARRETE - Rivista della Comunità Latino Americana in Italia.

Con le parole dello scrittore colombiano German Arciniegas, vi viene abbozzato un ritratto di Andrea Aguyar, che non sapeva scrivere ma quand’era a cavallo sembrava un principe moro, fiero, coraggioso in battaglia (salvò più volte la vita a Garibaldi, che lo nominò tenente del suo Stato Maggiore); ma Aguyar era anche capace di ridere, dice Arciniegas, “con occhi neri di malizia e denti bianchi d’allegria”: un ritratto molto simile a quello che ce ne fa Cesare Pascarella in Storia nostra.


Cordiali saluti

Inviato: martedì 02/01/2007 1.29
Salve sono una studentessa della facoltà di architettura "Valle Giulia".
Io e una mia collega stiamo facendo una ricerca sul convento di "Santa Maria dei sette dolori" sito in via Garibaldi.
Ci siamo interessate a questo edificio molto importante, progettato dal Borromini, in seguito alla notizia che verrà trasformato in un albergo.
Purtroppo, però, non esistono molte informazioni e noi vogliamo capire meglio il perchè di questa scelta, conoscere la storia di quest'edificio, quasi dimenticato. Spero, quindi, che voi possiate aiutarci.
In attesa di risposta, cordiali saluti.
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: mercoledì 17/01/2007 23.30
Gentile Signorina,
le inviamo alcune righe rintracciate sull'argomento per cui ci ha interpellati.

Dice il Guerrazzi, parlando delle perdite subite dai repubblicani:
"L'ospedale provvisorio addetto alla Divisione del Garibaldi avevano posto nella chiesa e nel convento della Madonna dei Sette Dolori sotto San Pietro in Montorio, e quindi affermano per tutto giugno non si annovassero meno di venti morti al dì per medio termine, feriti un sessanta".

da F. Domenico Guerrazzi: Lo Assedio di Roma, Ed. Politi, Milano,1870, pag. 856
Cordiali saluti

Inviato: martedì 02/01/2007 15.15
Spett.le Comitato,
avendo tra i mie antenati due ferventi garibaldini il cui più noto fu Paolo Bovi Campeggi (vedi) e il figlio deceduto nella battaglia di Monterotondo (vedi) ho acquisito ampia documentazione (Biblioteche Nazionali, libri di storia di cui il più noto è il Dizionario Biografico degli Italiani edito Treccani); dal vs itinerario garibaldino sembra di capire che quanti erano a difesa di Porta San Pancrazio furono uccisi mentre in realtà questo mio antenato, così come riportato in un giornale dell'epoca - resto del carlino del 1941 - (vedi), <<omissis>> sopravvisse alla battaglia e inoltre, successivamente, fu proprio questo mio antenato ad accompagnare nell'esilio da Tangeri a New York il suo generalissimo e partecipare alla famosa spedizione dei "Mille" citato però solo come Paolo Bovi di Antonio di Bologna.
Ringrazio della cortese attenzione
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: mercoledì 17/01/2007 23.26
Il pannello n° 4 del nostro itinerario garibaldino dice, per l'esattezza, che per il bombardamento francese crollò la parte alta di Porta San Pancrazio, dove erano appostati molti difensori, che vennero travolti nel crollo.
La porta restò semidistrutta, come mostra la figura, ma restò quasi intatta una parte della volta con l'arco d'ingresso.
Vi furono quindi dei sopravvissuti al crollo, così come al Vascello vi furono sopravvissuti che continuarono a combattere anche dopo il crollo, appostati tra le rovine.
Complimenti per il coraggioso antenato garibaldino e per il suo discendente.

Inviato: mar 05/12/06 17.22
Signor Luciani,
Al nome dell'associazione Rome et Histoire, mi volevo scusare della mia assenza al suo gentillissimo invito alla presentazione della pubblicazione del libro.
Mi spiace tantissimo, soprattutto al livello personale, ma ho avuto un impegno che mi ha costretta a stare in ufficio più che lo pensavo.
Invece, ho parlato con la signora Michelle Flusin e vorrei fissare un appuntamento con lei per parlare della nostra prossima collaborazione. Domani mattina saro fuori ufficio ma provero di chiamarla nel pomeriggio.

Cordiali saluti,

Anne ROUQUAN
Coordinatrice RSH
Rome et son histoire
www.romehistoire.com

Inviato: domenica 03/12/2006 20.45
Salve, volevo un informazione.
Volevo sapere (forse può sembrare banale) se i busti del Pincio, e del Gianicolo, siano busti originali o copie.
Grazie
<<messaggio>>
RISPOSTA
Inviato: venerdì 15/12/2006 0.56
I busti sono originali, continuamente sfregiati dai vandali e continuamente restaurati. Recentemente ne sono stati anche rubati alcuni, per cui sarebbe effettivamente opportuno sostituire delle copie agli originali.

Colgo l'occasione per inviarle i nostri migliori auguri di Buon Natale e Felice Nuovo Anno 2007.

Inviato: domenica 12/11/2006 21.00
Mia nonna, Elisa Agneni, era la nipote di Eugenio Agneni (in quanto figlia del fratello Evangelista Agneni).
Vorrei saper qualche cosa in più su di lui per poterlo raccontare a mio figlio Luca che ha 8 anni.
E' possibile?
Grazie
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: domenica 10/12/2006 10.01
Gentile signora Elisa,
le invio le informazioni che ci ha richiesto.

Negli anni ultimi anni della sua vita (muore nel 1879) Agneni, pur essendo gravemente ammalato collaborò attivamente col Comune di Roma in qualità di consulente per l'accettazione e il collaudo dei busti marmorei destinati al Pincio e alla Passeggiata del Gianicolo.
Allo stesso Agneni è dedicato un busto del Gianicolo, realizzato nel 1923 ad opera dello scultore Giovanni Prini (n°76 dell'inventario comunale)
(I GIARDINI DELLA MEMORIA, i Busti dei Grandi Italiani al Pincio, Artemide Edizioni, Roma 1999):

Sul sito dell'Associazione Via Francigena (dove si parla dei Personaggi storici di Sutri) http://www.associazioneviafrancigena.com sono reperibili le seguenti informazioni:

Eugenio Agneni

Periodo : 1840 – 1850

Nel 1816 nasce a Sutri Eugenio Agneni, pittore e decoratore.

Nel 1831 inizia a lavorare a Roma presso lo studio del pittore Erzochè.
Di carattere molto vivace, passa presto nello studio del pittore bergamasco Francesco Coghetti, poi si reca a Parigi ove decora alcune sale del Louvre, e di lì a Ginevra.
A Roma riceve da Pio IX l’incarico di decorare la Sala del Trono nel Palazzo del Quirinale, al tempo dimora pontificia.
Il papa ne è talmente entusiasta che per fargli avere un vitalizio lo nomina Capitano della Guardia Civica.
Ma il nostro artista è un patriota legato a Mazzini (col quale tiene corrispondenza) e molto amico di Garibaldi (al cui fianco prende parte a più di una battaglia riportando anche una ferita da arma da fuoco).
Con simili precedenti è costretto a rifugiarsi in Francia dove sarà cospiratore contro lo stato Pontificio.
Fa appena in tempo a riparare a Londra, dove gli viene affidata la decorazione del Covent Garden Opera House e gli vengono commissionati ritratti di numerosi aristocratici (come Lord Stordbrock) e addirittura i figli della regina in costume da Otello.
Ma la sua opera maggiore rimane la decorazione delle stanze da letto della regina a Buckingham Palace.
Artista poliedrico, Eugenio Agneni conta estimatori tra sovrani, principi, letterati e patrioti, finché un male incurabile non ne fiacca la fibra, obbligandolo a ritirarsi dalla scena per un lungo ricovero a Frascati, dove muore il 25 maggio del 1879.
Nella storia della pittura dell’Ottocento, Agneni è ricordato per la facile vena di affreschista e per l’abilità nel ritratto, qualità che lo hanno reso celebre sia in Italia che in Inghilterra.

Il busto di Eugenio AGNENI - con baffi e folta barba - si può trovare sul Gianicolo, nei pressi della statua di Anita Garibaldi.
E' il terzo, a partire dalla statua stessa, dopo quello di Cadorna e di Candido Augusto Vecchi - proprio di fronte all'Ambasciata di Finlandia presso la Santa Sede.
Cordiali saluti

Inviato: mercoledì 19/07/2006 17.16
Salve,
vi contatto per conto della nostra Associazione culturale che sta realizzando un percorso guidato con attori teatrali presso il cimitero acattolico di Roma.
In particolare, sto cercando di costruire una parte scenica per impersonificare il personaggio di Padre Gavazzi, lì sepolto, e quindi volevo sapere se siete in possesso di informazioni su questo personaggio e su altri personaggi garibaldini, sempre lì sepolti, come Luigi Miceli e White Artuto Bennj.
Vi ringrazio anticipatamente per la vostra disponibilità e spero di potervi contattare al più presto per parlarvi di questo progetto sulla Repubblica Romana, che son certo gradirete
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: mercoledì 08/11/2006 0.20
Gentile signore,
ci scusiamo per il ritardo con cui rispondiamo alla sua mail ma spero vorrà perdonarci.
Tornando alle informazioni richieste le vorrei comunicare che sui personaggi da voi nominati, non siamo in grado di fornirvi notizie particolari in nostro possesso. In linea generale, per notizie riguardanti personaggi del Risorgimento, è consigliabile consultare in prima istanza il ben noto Dizionario del Risorgimento nazionale, disponibile alla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea e in diverse altre biblioteche di Roma.
Riteniamo comunque farvi cosa gradita allegandovi un breve promemoria che possa aiutarvi nelle vostre ricerche su Padre Gavazzi, figura di spicco nella storia della Repubblica Romana e del Risorgimento.
PADRE GAVAZZI
Alessandro Gavazzi (1809 – 1889) , fu anima di fervente patriottismo e religiosità, oratore e scrittore, polemista impetuoso ed infaticabile.
Barnabita e garibaldino come Ugo Bassi, al quale era legato da profonda amicizia e dai comuni ideali patriottici, ne differiva soprattutto per la personalità, completamente diversa, e per il rapporto con la Chiesa. Mentre infatti il Bassi, nonostante le sanzioni ecclesiastiche in cui era incorso, si sentì fino all’ultimo figlio e membro della Chiesa cattolica, Gavazzi sviluppava una vigorosa polemica contro la Chiesa, elaborando una teologia che lo portò a staccarsi dal cattolicesimo e a fondare una sua chiesa , che chiamò Chiesa Cristiana Libera.(1865)
Una prima informazione sulla vita e sul pensiero di Gavazzi può aversi consultando il sito www.eresie.it e scorrendo i titoli delle sue numerose opere (63 documenti), riportati nel catalogo OPAC del Servizio Biblioteche Italiane (http://opac.sbi.it). Per approfondimenti, le suddette opere sono in massima parte consultabili in Roma, alla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, dove sono disponibili anche libri che specificamente trattano della sua vita e del suo pensiero (vedi ad es.: Luigi Santini: Alessandro Gavazzi: aspetti del problema religioso del Risorgimento. Modena, 1955)
Gavazzi fu con Garibaldi non solo alla difesa di Roma nel 1849, ma anche nella seconda guerra d’indipendenza, 1859, nell’impresa dei Mille, 1860, nella terza guerra d’indipendenza, 1866, e nel tentativo di liberare Roma dal dominio papale, finito tragicamente a Mentana nel 1867.
Per onorare la memoria di Alessandro Gavazzi, nel 1892 un gruppo di cittadini commissionò allo scultore Raffaele Cotogni un busto del patriota, che venne poi collocato sulla Passeggiata del Gianicolo, dove si trova tuttora, a breve distanza dal monumento a Giuseppe Garibaldi.
Cordiali saluti

Inviato: 9/09/2006 12.35
Buongiorno e complimenti per il vostro sito,e' veramente ben fatto!
volevo sapre se potete darmi delle informazioni sul busto raffigurante MARANGONI, mia madre ne e' una lontana parente.
Dalle nostre informazioni raccolte doveva essere il sindaco socialista del paese Cavarzele (Veneto).
Di piu' non sappiamo; dove possiamo avere piu' informazioni in merito, ne saremmo veramente felici!
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: merc 08/11/2006 0.37
Gentile Signore,
le invio informazioni in nostro possesso riferite alla sua gentile richiesta.
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BUSTO DI MARANGONI AL GIANICOLO

Notizie sui busti del Gianicolo si trovano in una pubblicazione del Comune di Roma, scritto in collaborazione con l’Archivio Storico Capitolino:

IL GIARDINO DELLA MEMORIA – I busti dei grandi italiani al Pincio, a cura di Alessandro Cremona, Sabina Gnisci e Alessandra Ponente, Artemide Edizioni, 1999.

Benché sia dedicato ai busti del Pincio, il libro riporta in appendice un breve capitolo di Alessandra Tosti, sui busti del Gianicolo, fornendone un elenco completo e precisando per ciascuno di essi il numero d’inventario, la datazione e l’autore. In tutto, i busti sono 82 , compreso quello dedicato a Istvan Turr, che è l’ultimo busto realizzato (1998 – 1999).

Per il busto di GIOVANNI MARANGONI, si legge a pag. 208 che fu commissionato dalla nipote dell’eroe allo scultore Aldo Andreani, e realizzato quasi contemporaneamente all’inaugurazione del Mausoleo Ossario Gianicolense (1941). Il busto avrebbe dovuto essere inaugurato insieme al Mausoleo Ossario, ma non giunse in tempo per la cerimonia, come si deduce dalla nota a pag. 111 : “ Il busto fu donato dal Comando legione garibaldina per essere collocato al Gianicolo. Di dimensioni più grandi di quelle solite, l’erma venne accettata dal Comune nonostante fosse giunta da Bologna con un ritardo di dieci giorni dalla celebrazione tenuta presso il Mausoleo Ossario”

Notizie su Marangoni sono inoltre ben riassunte nella lapide della sua casa a Mantova, in via Marangoni:
GIOVANNI MARANGONI 1834 - 1869 CONGIURATO DI BELFIORE - ESULE - REPUBBLICANO CON MAZZINI - SOLDATO DI GARIBALDI CONSACRO' CON LA MORTE NELLE CARCERI PAPALI "TENERO D'ANNI MA ADULTO DI CUORE" LA SUA FEDE NELLA LIBERTA' IL SUO AMORE PER L'ITALIA < o > NEL CENTENARIO L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DEDICA MANTOVA - 7 DICEMBRE 1969


Inviato: 13/10/2006 18.42
Bonjour!
j'ai lu avec beaucoup d'intéret l'extrait du "giornale delle operazioni del generale Vaillant" Ligne 18 : D'Astelet est mon ancetre.
Savez vous s'il vous plait où ont été enterrés les soldats français morts comme lui au siége de Rome de 1849?
merci beaucoup de me répondre à ce sujet!
bien cordialement
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: ven 03/11/2006 0.09
Gentile Signora,
Secondo quanto racconta il Generale Vaillant (Siège de Rome, p. 104), il capitano dei granatieri d’Astelet , del 36°, cadde nella notte del 21 giugno 1849 guidando la sua compagnia all’assalto della casa Barberini, al 6° Bastione. Il Capitano d’Astelet aveva voluto partecipare all’azione benché fosse ancora convalescente per una ferita riportata il 30 aprile, e dalle parole di Vaillant traspare il dolore per la perdita del valoroso ufficiale.
Per quanto riguarda i luoghi di sepoltura dei caduti francesi, possiamo solo dire che il corpo di spedizione francese subì le maggiori perdite nella battaglia del 30 aprile, quando le truppe francesi tentarono di aggredire le mura di Roma assaltandole direttamente, ma dovettero ritirarsi per un furioso contrattacco di Garibaldi. In quella giornata furono molti i francesi caduti a Villa Pamphilj, e le loro sepolture a carattere provvisorio restarono sparse nella vastissima area della villa per tutto il periodo del conflitto; finita la guerra il principe Pamphilj ebbe cura di riunirne i resti, edificando in loro onore un monumento all’interno della Villa stessa (Monumento ai Caduti Francesi, architetto Busiri – Vici, 1850 - 1851),.
Oggi la Villa Pamphilj è il più grande parco pubblico di Roma; il Monumento ai Caduti francesi, recentemente restaurato, sorge lungo un viale appartato e silenzioso, il Viale del Monumento dei Caduti francesi. Il 6° Bastione fa invece parte di un altro parco pubblico, assai più piccolo ma grazioso, la Villa Sciarra; per ritrovare i luoghi dei combattimenti, all’interno della villa, bisogna raggiungere uno spiazzo tranquillo che si trova alla fine del viale intestato a Adolfo Leducq, un volontario belga che, come molti altri volontari confluiti da tutta l’Italia e dall’Europa, nel 1849 si unì al popolo romano per difendere la Repubblica, e morì in combattimento. Presso quello spiazzo tranquillo, dove ora giocano i bambini più piccoli, sorgeva la casa Barberini ; lì si svolsero i più furiosi scontri per la conquista del 6° Bastione, e lì cadde il valoroso capitano d’Astelet., Suo antenato.
Nella chiesa di San Luigi dei Francesi su di un pilastro vicino all’ingresso vi è una lapide commemorativa dei caduti francesi del 1849. Come si legge sulla lapide, a suffragio delle loro anime viene celebrata una messa quotidiana perpetua, per disposizione del Papa Pio IX, che alle armi francesi doveva la restaurazione del potere temporale. I caduti francesi del 1849 vengono quindi ricordati a Roma ogni giorno, anche oggi, e per i secoli futuri.

Inviato: martedì 7 novembre 2006 12.55
Bonjour!
Cher monsieur,
Merci encore pour votre envoi.Je vais essayer de trouver le livre du général Vailant sur le siége de Rome. Et cela me donne aussi envie de retourner visiter Rome et les lieux que vous m'avez indiqués!
Bien cordialement
Fax: 27 giugno 2006 - ASOLA (MN)
.... sto conducendo delle ricerche sul Colonnello Medico garibaldino Pietro Ripari, nato a Solarolo Rainerio (Cremona) il 18 luglio 1802, morto a Roma il 15 marzo 1885 e sepolto al Verano.
Il dottor Ripari fu a Roma durante l'assedio francese del 1849, e venne incaricato da Garibaldi della Direzione Generale delle Ambulanze della Prima Divisione ubicate a Santa Maria delle Scala, al monastero dei Sette Dolori ed a San Pietro in Montorio.

Navigando in rete alla ricerca di notizie sul Mausoleo Gianicolense, mi sono imbattuto nel vostro sito, di estremo interesse per la ricchezza iconografica ed ottimamente costruito; mi sono quindi preso la la libertà di scrivervi per chiedere se presso la vostra Associazione esistano documenti, testimonianze o riferimenti bibliografici riguardanti l'attività del Dott. Ripari durante la Difesa di Roma, e se qualche Componente del Comitato é disponibile a farsi contattare per fornirmi eventualmente indicazioni ed aiuto per la mia ricerca .....

<<fax firmato>>
Ritratto fotografico conservato negli uffici comunali del Municipio di Solarolo Rainerio (Cremona)

Pietro dottor Ripari - Colonnello Medico - glorioso avanzo della schiera di Garibaldi - il paese natio orgoglioso di Lui - qui volle ricordato - nato a Solarolo Rainerio il 18 luglio 1802 - morto a Roma il 15 marzo 1885

Pietro dottor Ripari
Colonnello Medico
glorioso avanzo della schiera di Garibaldi
il paese natio orgoglioso di Lui
qui volle ricordato
nato a Solarolo Rainerio il 18 luglio 1802
morto a Roma il 15 marzo 1885
RISPOSTA
Inviato: mer 21/06/2006 15.49
Egregio Signore,
la ringraziamo per le sue gentili considerazioni nei riguardi del nostro sito.
Noi non abbiamo documentazione in merito a Pietro Ripari.
Una prima informativa sull'argomento la si può avere leggendo gli scritti dello stesso Ripari, che trattano sia di medicina che di politica e storia. (ad es.:"Storia medica della grave ferita toccata in Aspromonte a Garibaldi...")
Altri scritti di Ripari possono trovarsi in raccolte di scritti di autori vari, come ad esempio in "Studi e documenti su Goffredo Mameli e la Repubblica Romana - Galeati 1927"
I libri sono disponibili nelle biblioteche indicate dall'indice SBN consultabile in internet. E' anche possibile acquistare qualcuno di questi libri che a volte si possono reperire sul mercato dell'antiquariato, consultando il sito MAREMAGNUM.
A disposizione per quanto riguarda i nostri comuni interessi a favore della valorizzazione della gloriosa Repubblica Romana del 1849, inviamo i nostri più cordiali saluti.
Enrico Luciani
Presidente del Circolo A. Cipriani
e Segretario del Comitato Gianicolo

Inviato: martedì 14/02/2006 11.16
Vorrei poter avere una precisazione In una cartina del Gianicolo del 1849 (che accludo) il tratto di strada che oggi si chiama via di San Pancrazio all'epoca citata era chiamata via della Nocetta. E' possibile?
<<messaggio firmato>>

Battaglia al Gianicolo RISPOSTA
Inviato: Giovedì 02/03/2006 8.23
Come si può vedere anche nel nostro sito, (mappa dello Stato Maggiore francese n°2), la Via di S. Pancrazio, la Via Vitellia e la Via della Nocetta erano considerate un’unica strada, chiamata Vicolo della Nocetta.
La mappa che Lei ci ha mandato è la rielaborazione elettronica di una mappa dell’epoca. La mappa originale sembrerebbe quella della BSMC (Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea) riprodotta nel libro della stessa BSMC : FONDARE LA NAZIONE, a cura di Lauro Rossi, pag.68, libro disponibile nella nostra biblioteca. Anche in questa mappa originale la Via di S. Pancrazio viene indicata come Vicolo della Nocetta; vero è che nel rifacimento elettronico, cioè nella mappa che Lei ci ha mandato, è stato scritto VIA anziché VICOLO, ma probabilmente si tratta di una svista del moderno copista. Si deve però aggiungere che in altra mappa del 1849 (Topografia dell’Assedio di Decuppis, presto visibile sul nostro sito per gentile concessione della BSMC) la via di San Pancrazio viene chiamata Via Vittellia (con due t).
Le inviamo i nosti più cordiali saluti.

Inviato: Fri, 7 Mar 2006 15:13:00 +0100
Gentili Signori
pur conoscendo il vostro itinerario ed i pannelli illustrativi non conoscevo il vostro sito sul quale capito oggi per caso
complimenti!
è bellissimo e molto ricco
spero anche che possa arricchirsi in futuro magari con una rubrica dedicata alle iniziative in programmazione
cordiali saluti
<<messaggio firmato>>
PS
peccato che il museo di Porta San Pancrazio sia così poco accessibile (ma ho come l'impressione che sia una diversa amministrazione)
Inviato: Mon, 9 Jan 2006 15:02:55 +0100
Ho in programma una conversazione sulla Repubblica Romana da fare ad una ventina di amici.
Gradirei conoscere se, oltre al materiale disponibile su Internet, avete anche materiale cartaceo da distribuire.
Se si, prego comunicarmi quando e dove posso ritirarlo.
Ringrazio della cortese attenzione.
Saluti.
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: Mon, 16 Jan 2006 00:19:36 +0100
Possiamo fornirvi gratuitamente (nei limiti delle disponibilità) diverse copie del nostro dépliant "Il Gianicolo e la Repubblica Romana" e copie del nostro opuscolo "L'itinerario garibaldino e risorgimentale realizzato sul colle del Gianicolo nel 2004". Il materiale potrà esservi consegnato di persona nella sede del Circolo Cipriani, Via Donna Olimpia 30, previo appuntamento telefonico.
Cordiali saluti

Inviato: Wed, 11 Jan 2006 11:43:02 +0100
Ho visitato il vostro sito e lo trovo molto interessante in quanto appassionato io stesso della storia della Repubblica Romana, Inoltre abito in viale delle mura Gianicolensi proprio nella zona teatro dell'assedio di Roma.
Vorrei cortesemente sapere se, per avere accesso alla documentazione riprodotta sul vostro sito, bisogna iscriversi al Comitato o quant'altro.
cordiali saluti
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: Mon, 16 Jan 2006 00:16:33 +0100
La ringraziamo per il cortese apprezzamento del nostro lavoro.
Le confermo che non occorre alcuna iscrizione al Comitato per accedere alla documentazione; peraltro saremmo felici se mantenesse i contatti con noi.
Il nostro segretario Enrico LUCIANI le potrà dare direttamente le informazioni che ci sta chiedendo. Cordiali saluti

Inviato: Wed, 11 Jan 2006 14:24:15 +0100
Buon pomeriggio,
sarei interessato a consultare e, se possibile, fotocopiare alcune mappe contenute nel testo di Vaillant e Thiry "SIEGE DE ROME en 1849 par l'Armée Française. Journal des opérations de l'Artillerie et du Génie. Paris, Imprimerie Nationale, 1851" custodito nella vostra biblioteca.
Resto in attesa di conoscere le modalità e gli orari di accesso alla biblioteca e le norme che ne regolano la riproduzione dei testi.
Grazie e a presto.
<<messaggio firmato>>

E' stato concordato un appuntamento preso la sede del Circolo durante il quale é stata consegnata copia di una mappa tra quelle disponibili.
Si ribadisce che nel nostro Circolo sono visibili le riproduzioni delle mappe pubblicate sul sito, ed è visibile fotocopia del libro di Vaillant (limitatamente al Giornale delle Operazioni), mentre non lo sono gli originali del 1851 (consultabili presso la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea).

Inviato: Mon, 9 Jan 2006 14:29:43 +0100
Salve , mi chiamo Amanda, e vi scrivo per avere una risposta in merito ad una mia curiosita'.
Mi e' stato detto che il cannone del gianicolo ha sempre sparato a salve, e' vero?
Io sapevo che è solo recente l'iniziativa di farlo sparare a salve, e che in alcuni punti del tevere sono sepolte delle palle di cannone. E' vero o e' solo una legenda??
Spero di ricevere una vs. cortese risposta in merito, sono giorni che navigo su internet ma nessuno mi da una risposta.
Grazie
Amanda
RISPOSTA
Inviato: Sun, 15 Jan 2006 23:52:36 +0100
Quel cannone dal Gianicolo ha sempre sparato a salve, a scopo di segnale orario,come può leggersi nel sito del Ministero della Difesa al quale si può accedere utilizzando il link dal nostro sito.
Cannonate vere dal Gianicolo su Roma ne sono state sparate tante dai francesi nel 1849, come può leggere nel nostro sito. Fu colpito particolarmente il Trastevere, e certamente alcune palle di cannone saranno andate anche nel Tevere.
In effetti, una palla di cannone francese è tuttora visibile all'Isola Tiberina, incastrata nel muro con tanto di lapide, nella chiesa di San Bartolomeo all'Isola, ultima cappella in fondo a destra.
Le inviamo i nostri più cordiali saluti

Inviato: Fri, 30 Dec 2005 04:43:30 -0800
Hi
My name is Anthony Spada.I was born in brooklyn ny.I have been told about a house/building in Italy with the name "Spada".
I was wondering where in Italy is this house.Do you know of anyone in Italy with the same last name who has relatives who move to the USA back in 1940's.My grandfathers name was Charles Spada.
Anthony
RISPOSTA
Inviato: Sun, 15 Jan 2006 23:48:25 +0100
In Rome there are many families whose name is Spada: the telephone directory (www.paginebianche.it ) indicates about 200 Spada families living in Rome. We are not in a position to say if some of their ancestors emigrated to USA.
PALAZZO SPADA, in Rome, is an architectural masterpiece of the 16th and 17th centuries. In this large building there is a little but precious art gallery, named GALLERIA SPADA, with many beautiful works of art collected by Cardinal Bernardino Spada in the 17th century. At present Palazzo Spada is a state property.
In Rome there is also VILLA SPADA, on the Janiculum hill, which is a nice little buiding of great historical importance, as indicated on our web site. At present Villa Spada houses the Irish Embassy to the Holy See.

Inviato: Sun, 17 Jul 2005 18:06:30 +0200
Spett.le Comitato, seguendo il tracciato fornito dalla Vostra redazione per la comprensione della storia, ci siamo posti la seguente domanda relativamente al cordolo o assetto bianco che segue le Mura indicate in oggetto, lungo il loro intero percorso della passeggiata del Gianicolo. Ci si chiedeva che funzione avesse mai avuto questo cordolo bianco contro il muro rosso delle mura, se faceva da impedimento all'assalto o altre funzioni. Se cortesemente Vorrete fornirci una risposta, Ve ne saremo veramente grati, con l'occasione Vi facciamo i complimenti per il sito e porgiamo i migliori saluti.
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RISPOSTA
Inviato Fri, 9 Sep 2005 16:18:12 +0200
FUNZIONE DEL CORDOLO nelle mura antiche
In genere, il cordolo posto al di sopra di un muro di recinzione, o di sostegno, ha lo scopo di proteggere la muratura sottostante dall'azione dannosa delle acque piovane.
Nelle fortificazioni e nelle mura antiche, il cordolo (detto anche cordone) aveva anche la funzione di renderne più difficile la scalata ad opera degli assalitori, e a questo scopo il cordolo sporgeva nettamente rispetto alle mura, sempre dotate di "scarpa" ovvero di faccia inclinata verso l'interno, come chiaramente spiega Galileo Galilei nel suo Trattato di Fortificazione, al capitolo De' rimedi contro le scalate:
"..Adunque il fare una altezza di muraglia da venti braccia in su sarà ottimo rimedio per assicurarsi dalle scalate: e tele rimedio verrà augmentato mediante la scarpa che si darà dal cordone in giù, e dallo sportare non poco il cordone in fuori, perché volendo il nimico accomodare la scala di maniera che si accosti con la sua estremità al parapetto, sarà forzato a discostarla molto dal perpendicolare e metterla assai inclinata, il che sarà causa che la scala più facilmente si fiaccherà..."
Questi accorgimenti costruttivi erano particolarmente validi nel seicento, quando furono costruite le Mura Gianicolensi. Ma nell'ottocento, col perfezionarsi delle armi da fuoco, e delle artiglierie in particolare, le mura delle città assediate vennero espugnate aprendovi delle brecce, così rinunziando alle scalate che risultavano troppo pericolose e di esito incerto.
Il cordolo veniva realizzato in grossi conci di pietra accostati l'uno all'altro, con profilo arrotondato per resistere meglio ai colpi. Il cordolo delle Mura Gianicolensi è in travertino, la pietra tipica di tante costruzioni romane.
Per ulteriori notizie sulle mura e le fortificazioni può consultarsi, sul nostro sito, il glossario, (con accesso da L'assedio di Roma visto dai francesi) che a sua volta consente il collegamento immediato in link con altri siti che trattano l'argomento.

Inviato: Mon, 5 Sep 2005 11:14:06 +0200
Buongiorno,
sarei interessata a ricevere il materiale illustrativo “Il Gianicolo e la Repubblica Romana del 1849”.
Aspetto vostra risposta per indicazioni.
Grazie
<<messaggio firmato>>
RISPOSTA
Inviato: Fri, 9 Sep 2005 16:20:53 +0200
Invieremo copia delle nostre due pubblicazioni, a titolo gratuito, all'indirizzo che ci verrà da Lei indicato.
Le nostre pubblicazioni, disponibili in quantità limitata, sono particolarmente destinate alle scuole di Roma, e a tutti coloro che sono interessati ad aiutarci nel conseguire il nostro obiettivo istituzionale, che consiste nella valorizzazione degli ideali della Repubblica Romana, e nella tutela dei luoghi del Gianicolo, dove si svolse la difesa di Roma del 1849.
Se Lei condivide questi interessi, ed ha la possibilità di passare al nostro Circolo, (previo appuntamento) saremo lieti di fare la Sua conoscenza.
A presto ...

Inviato: Fri, 07 Oct 2005 19:14:56 +0200
Gentili signore e signori,
sono nato a Roma da madre italiana e mi interesso sommamente della Repubblica Romana e dell'assedio da parte dei francesi. Sarebbe possibile ricevere copie delle due pubblicazioni da Voi curate? Ve ne sarei molto grato.
Invio i miei migliori auguri per una proficua attività storica ed i miei più cordiali saluti.
<<messaggio firmato>>
Dusseldorf - Germania

Dopo l'invio di alcune copie delle nostre pubblicazioni abbiamo ricevuto la seguente mail di risposta:
Inviato: Wed, 05 Jan 2006 9:343 PM
Egregio signor Luciani,
La ringrazio per la Sua gentilezza.

Per me sarebbe un piacere dare un supporto alla Vostra iniziativa. Avevo pensato di offrire all'associazione il catalogo della mostra su Stefano Lecchi che per caso ho visto in vendita a Castel Sant'Angelo, ma ho notato che lo avete già in biblioteca. La prego di volermi indicare se posso esserLe d'aiuto in altro modo. Comunque potrei fare un offerta se mi manda le coordinate bancarie dell'associazione.
Inoltre avrei i seguenti commenti:
Sono avvocato e pertanto mi interessa il testo della costituzione della Repubblica Romana. Lo si può trovare con altri documenti sul sito
http://www.maat.it/livello2/1849-repubblica-romana.htm
Forse sarebbe una buona idea includerlo nei Vostri link. Il testo della costituzione della Repubblica Francese dell'epoca - se d'interesse e come paragone - potrei metterlo a disposizione (in francese).
Mi interesso inoltre di figurini militari dell'epoca e pertanto delle uniformi. Alcune di esse si trovano sul sito
http://www.collezioni-f.it/museo/repubblicar.html
e più specificatamente poche tavole della raccolta Piroli. ....
I più cordiali saluti.
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Inviato: Thu, 6 Oct 2005 17:32:58 +0200
Buongiorno,
chi scrive è il Presidente di un Comitato di Quartiere in zona limitrofa l'EUR in Roma.
Il giorno 30 ottobre c.a. il nostro quartiere, in un Parco area a verde di circa 3 ettari ed in posizione centrale, intende dare il via ad una manifestazione di carattere sportivo-culturale con il patrocinio del nostro Municipio.
In un luogo specifico del parco sono stati individuati spazi per un lungo corridoio di stand atti ad ospitare associazioni di carattere culturale che informino tramite, documentazioni cartacee, fotografie, pubbliche relazioni,recitazione, quanto altro necessario il proprio operato a servizio della comunità.
All'uopo questo Comitato ha ritenuto particolarmente interessanti l'operosità delle Associazioni in indirizzo ed invita le medesime alla partecipazione.
In occasione dell'evento,sarà a disposizione un palco per eventuali performance da parte delle Associazioni.
Sono a disposizione per qualsiasi informazione o adesione all'indirizzo e-mail
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Il Comitato Gianicolo ha aderito all'invito e partecipato all'iniziativa.
Tue, 14 Jun 2005 15:24:03 +0200
Sto effettuando una ricerca storica-politico-artistica su Eugenio Agneni e vorrei mettermi in contatto con qualche esponente del Vs. comitato.
Saluti cordiali
<<messaggio firmato>>
E' stato attivato un contatto telefonico volto a concordare approfondimenti