Per saperne di più, Cenni Biografici su A. Raffet

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Per saperne di più su Raffet e sulle sue opere vedi:

Pierre Ladoué
Conservateur en chef des Musées nationaux
Un peintre de l' Epopée française
 
RAFFET
 
Editions Albin Michel, Paris, 1946

Da pag. 85:
< Raffet si proponeva di dedicare un album di cento tavole alla campagna militare condotta dai francesi in Italia nel 1849. Dopo aver illustrati i fatti così come erano stati visti dalla parte dei francesi, intendeva mostrare gli avversari, e finire con una serie di ritratti. Attribuiva particolare importanza a questo lavoro, che lo impegnò per circa dieci anni. Il 3 febbraio 1850, Raffet scrive a Gihaut (editore dell´album) che "intende fare di quest´opera qualcosa al di fuori dall´ordinario"
La raccolta di tavole che abbiamo, e che è apparsa col titolo "Expedition et Siège de Rome", è composta soltanto 36 tavole, delle quali 32 sono state eseguite da Raffet, mentre le ultime quattro sono state litografate da Lalaisse, Ph. Benoist ed Emile Bry, in base agli schizzi di Raffet>
Statua Raffet

Cartolina postale del 1906 con il monumento a Raffet.
Originariamente posto nel Jardin de l'Infante al Louvre, il momumento venne successivamente rimosso e se ne ignora la sorte.
Da pag. 86:
< Man mano che Raffet cresce in età ed esperienza, diventa sempre più esigente per quanto riguarda la rappresentazione del vero.
Sguardo acuto e mano veloce, vede subito quel che bisogna vedere. I suoi schizzi hanno tutta la vivezza delle fotografie istantanee, e in più portano in sé l'anima e il gusto dell'artista. Tuttavia, a volte Raffet non si fida della sua pur eccezionale capacità di comprendere il vero dall'aspetto esteriore delle cose. Ed è per questo che arriva al punto di disegnare da prima i suoi personaggi nudi, seguendo il metodo accademico di David, prima di rivestirli con le loro uniformi, che egli conosce benissimo perché si tiene sempre aggiornato sui regolamenti militari che introducono modifiche su divise, armi ed equipaggiamenti.


Il Louvre possiede un disegno a penna e inchiostro di china, con l'annotazione "Roma 20 giugno 1849", dove si vedono rappresentati, allo stato di natura, gli artiglieri della batteria 9 che figurano nella corrispondente tavola dell'Assedio di Roma.(1) D'altra parte, Bry riferisce che Raffet, spingendo sino allo scrupolo la sua esigenza di precisione, ha fatto misurare sul posto " le armi, i bastioni, i gabbioni, le batterie, ecc." per poterli poi rappresentare in scala esatta nelle sue litografie.>

Il testo in lingua originale è consultabile presso il Circolo Cipriani, previo appuntamento.

 
(1) Vedi Tav.13, "Schizzi del Louvre"